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AGENZIA
1998 AGENZIA
N.°1 -III del 11-10-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. Il
momento politico italiano ed internazionale, la crisi istituzionale
interna e la possibile recessione economica mondiale, spingono l'associaizione
Oltre l'Occidente a riprendere l'agenzia fax interrotta 13 mesi. In
questi mesi l'attività dell'associazione ha avuto una svolta notevole e
i progetti con cui ci salutammo alla chiusura dell'agenzia lo scorso
anno sono o stanno partendo. Si
è affittata una nuova sede che si aggiunge alla storica di via
Garibaldi. Essa è situata in via Plebiscito 32 a Frosinone. In essa si
concretizzerà a breve la bottega del COMMERCIO EQUO E SOLIDALE e la
VENDITA LIBRI. CINEMA,
MUSICA e TEATRO invece partiranno fin da martedì (programma a lato). Nella
sede di via Garibaldi è rimasta la sede operativa con il centro di
DOCUMENTAZIONE ATTIVA la SCUOLA
DI ITALIANO PER STRANIERI. I
locali dell'associazione ospitano nuovi soggetti collettivi come il
famoso Comitato di Lotta per il Lavoro e, da poco, il SIN COBAS. Questa
agenzia fax avrà cadenza settimanale.
AGENZIA
N.°2 -III del 18-10-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. Oltre
l'Occidente presenta "SOLOMUSICA" SABATO
24 OTTOBRE ORE 21.00 Concerto
jazz per piano solo di PATRIZIA
SCASCITELLI Patrizia
Scascitelli è
nata a Roma. Ha studiato piano al conservatorio di S.Cecilia. Dopo il
diploma ha frequentato il noto corso di Jazz del Maestro Giorgio Gaslini. Durante
quel periodo cominciò ad organizzare i suoi primi gruppi di jazz
collaborando con gli altri musicisti che frequentavano il corso, tra i
quali il sassofonista Massimo Urbani ed il bassista Bruno Tommaso. Come
leader di varie ensamble cominciò a fare tourné in Italia e diventò
molto prolifica come compositrice. Patrizia
ha avuto un ruolo pionieristico essendo in quel periodo la sola donna,
per molti anni, a suonare jazz in Italia. Infatti uno dei suoi primi
brani si chiamava “Donna soggetto”. Ha
esplorato differenti forme di jazz: free, bebop, fusion, latino, e
tradizionale. Ha
partecipato ai maggiori festival italiani di jazz (Umbria jazz, Pescara
Jazz) programmi radiofonici (inclusa la famosa Radio Copenaghen) e shows
televisivi. Ha suonato in Italia, Francia, Giappone, USA Il
suo primo album, dal titolo “Ballata”, registrato in trio, uscì per
la RCA. Utilizzando brani originali e brani folkloristici italiani
rielaborati, Patrizia riusciva a creare un jazz di sonorità diversa,
dal feeling italiano. Il
secondo album, “Ricky” fu registrato dal vivo con musicisti della
fama di Marvin Smith (batteria) e di Karl Potter alle congas,
sostituendo queste ultime al basso e creando così sonorità originali. Successivamente
ha collaborato agli album “Message” e “Utopia” di Giorgio
Gaslini, ha suonato con il trombettista Don Cherry, ed infine si è
trasferita a New York. Negli
USA ha collaborato con la cantante Maxime Sullivan, con i sassofonisti
Clifford Jordan, Harold Osley, con i bassisti Buster Williams, Calvin
Hill, Jimmy Garret ed infine con l’ensamble di Barry Harris AGENZIA
N.°3 -III del 25-10-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. LETTERA
AD UN CONSUMATORE DEL NORD «Ti
scrivo a nome dei piccoli contadini, dei braccianti, dei senzaterra del
Sud del mondo. Ti scrivo per invitarti a non consumare più, con tanta
disinvoltura i prodotti tropicali come il caffè, il cacao, le banane,
gli ananas. Un
invito che ti disorienta Questo
invito ti sorprenderà perchè solo i conservatori hanno posizioni di
chiusura verso i prodotti del Sud del mondo. Tu, invece, sostieni che
comprare dai nostri paesi è un dovere di solidarietà per aiutarci a
uscire dalla povertà. Tu sai che manchiamo di tutto e che abbiamo
bisogno di valuta straniera per comprare all’estero attrezzi e
materiale necessari allo sviluppo. Il guaio è che non c’è nessuna
garanzia che i dollari o le lireche entrano nei nostri paesi saranno
utilizzati per lo sviluppo della povera gente, mentre ci sono prove dei
danni che subiscono i poveri, là dove l’agricoltura si orienta verso
l’esportazione. Perciò,
non fraintendermi. Il mio invito non ha niente da spartire con i
conservatori del Nord che sono animati da uno spirito nazionalistico
cieco ed egoista. Il mio invito parte dalle tue stesse preoccupazioni e
dalla tua stessa aspirazione di liberare i poveri del Sud dal giogo
della miseria». da
Lettera ad un consumatore del Nord
a
cura del CNMS - Vecchiano (PI) A
Frosinone l’associazione Oltre
l’Occidente ha deciso di portare avanti gli obiettivi del commercio
equo e solidale, aprendo una Bottega del Mondo anche in questa
città. Vendere
i prodotti, diffondere informazioni sui produttori, sul loro lavoro,
sulle loro condizioni di vita, sul consumo critico, sulle campagne di
boicottaggio, sulla cooperazione internazionale sarà lo scopo della
bottega. Tutti
gli interessati a sottoscrivere le quote della bottega sono invitati ad
una riunione che si terrà il 28
ottobre 1998 alle ore 18.00 presso la sede di via del Plebiscito
32. Nella riunione verranno illustrati il progetto complessivo e il
bilancio preventivo e saranno discusse le modalità di partecipazione e
collaborazione dei sottoscrittori alle attività della bottega. AGENZIA
N.°4 -III del 1-11-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. Giovedì
5 novembre alle ore 16.00
presso la sala consiliare in viale Mazzini a Frosinone si svolgerà il CONSIGLIO
COMUNALE DELLA SOLIDARIETA' Le
associazioni firmatarie credono sia necessario in questo momento
chiamare all’appello le forze migliori dell’associazionismo, i
movimenti, le istituzioni e i partiti politici, i sindacati e tutti
coloro che ritengono doveroso impegnarsi per spostare in avanti il
processo democratico nel nostro paese, per
un confronto sulla situazione attuale della immigrazione nella
nostra provincia e sugli scenari che vanno prospettandosi. Molti
e diversi segnali ci fanno ritenere che proprio il
fenomeno dell’immigrazione è e sarà il banco di prova delle nostre
capacità di gestione democratica della società. Le nostre capacità
reali di crescita civile e politica passano sicuramente attraverso il
confronto con ogni forma di “diversità” che bandisca
fermamente tutti i tentativi di esclusione ora in atto. L’ultimo
tentativo in ordine di tempo, che interessa in primo luogo la città di
Frosinone, ma anche l’intera provincia, è quello messo in atto dalle
forze del Polo in sede di Consiglio comunale a Frosinone. Il portavoce
di tale schieramento, avv. Perlini, vorrebbe, attraverso una mozione che
verrà messa ai voti nel corso del prossimo Consiglio che si terrà
mercoledì 11 novembre, impegnare la Giunta Comunale ad un’opera di
“controllo sul territorio” degli immigrati presenti, agitando lo
spauracchio della pericolosità sociale legata all’immigrazione. Non
crediamo si debba concedere altro spazio a simili iniziative, che vanno
soltanto combattute democraticamente, segnalandone la pericolosità e
rigettandole senza appello in sede istituzionale. Ben
altre e sicuramente positive sono le iniziative condotte dalle forze
della società civile: rispondendo ai reali bisogni delle persone
immigrate nella nostra provincia, è stata approntata una guida per
orientarsi in contesti essenziali quali la sanità, la scuola, la
normativa. Inoltre altre iniziative sono state effettuate nel corso
degli ultimi anni: dai corsi di lingua italiana per bambini e adulti,
alla costituzione del Coordinamento “Città
dei Popoli” per una società interetnica, alle iniziative promosse
da comunità religiose, parrocchie, associazioni umanitarie e singoli
che hanno lavorato per una cultura universale di solidarietà. Proprio
per ampliare un tale progetto politico
e per bloccare la mozione del Polo vi
invitiamo a partecipare al Consiglio
Comunale della Solidarietà, strumento di “pressione” della
società civile in materia di solidarietà, per intervenire contro la
deriva razzista e per proporre campagne civili e politiche di
allargamento della democrazia, sul modello di scelte già portate avanti
da altri comuni italiani. Nella
sede di tale riunione si chiederà formalmente a tutte le forze
politiche di maggioranza di prendere una chiara e netta posizione contro
la mozione del Polo e di adoperarsi affinché questa venga respinta dal
Consiglio Comunale. Oltre
l'Occidente, Anolf, Ettuba, Rifondazione Comunista, Verdi, Chiesa
Evangelica Battista Veroli, WWF sez.Frosinone, SIN Cobas, Ass. In
Marcia, Comitato di Lotta per il LAvoro, Progetto Continenti Frosinone,
Legambiente Frosinone, Erbavoglio. AGENZIA
N.°5 -III del 8-11-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. Quella
di seguito elencata è la “mozione” che il Consiglio
Comunale della Solidarietà (di
cui in calce le realtà che vi hanno partecipato) ha votato riguardo la
questione immigrazione. Tale
Consiglio era stato indetto dal Coordinamento Città dei Popoli dopo la
presentazione di una mozione del Polo che verrà messa ai voti nel corso
del prossimo Consiglio che si terrà mercoledì 11 novembre cercando di
impegnare la Giunta Comunale ad un’opera di “controllo sul
territorio” degli immigrati presenti, agitando lo spauracchio della
pericolosità sociale legata all’immigrazione. I
partiti presenti (anche attraverso alcuni consiglieri) all’iniziativa
rigetteranno decisamente al prossimo Consiglio Comunale la mozione del
Polo. «Il
Consiglio Comunale della Solidarietà, riunitosi, il 5
novembre 1998, espressione e strumento delle forze organizzate e
non della società civile, ·
delibera all’unanimità una netta e decisa opposizione ai contenuti
della mozione del Polo che ha per oggetto l’attivazione di forme di
ricerca e di controllo sulla popolazione immigrata della città di
Frosinone adducendo strumentalmente ragioni di ordineIl Comitato e
lavoratori si batteranno per una soluzione organi pubblico; ·
si impegna altresì ad attivare una
pressione democratica sullo stesso Consiglio Comunale al fine di
ottenere una compatta ed inappellabile bocciatura della mozione del Polo
in sede di Consiglio Comunale dell’11 p.v., senza possibilità di
emendamento. ·
si impegna altresì alla
promozione e sotegno di tutte le campagne volte al riconoscimento di
tutti i diritti, all’ampliamento del diritto di cittadinanza, al
trasferimento delle competenze in materia di immigrazione dalle questure
agli enti locali e all’elettorato attivo e passivo. ·
chiede altresì l’impegno delle istituzioni locali ad informarsi al
fine di poter impiegare le risorse finanziarie di enti locali, nazionali
e soggetti internazionali a favore di attività connesse ai temi
dell’immigrazione; ·
istituisce un coordinamento stabile di natura politica che vigili,
intervenga e suggerisca nei temi inerenti la questione immigrazione.» ANOLF-CISL,
CARITAS DIOCESANA ALATRI-ANAGNI, CHIESA CRISTIANA AVVENTIZIA DEL 7°
GIORNO, CHIESA CRISTIANA EVANGELICA BATTISTA DI S.ANGELO IN VILLA ,
CHIESA CRISTIANA EVANGELICA BATTISTA DI ISOLA LIRI, COMITATO DI LOTTA
PER IL LAVORO, COMITATO LOCALE DELLA BANCA ETICA, ERBAVOGLIO,
LEGAMBIENTE FROSINONE, OLTRE L’OCCIDENTE , PARTITO DS, PARTITO PPI,
VERDI, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SIN COBAS, WWF FROSINONE AGENZIA
N.°6 -III del 15-11-98 Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. L'urbanistica?
Non esiste. E'
questa la risposta che tempo fa diede un assessore all'urbanistica del
Comune di Frosinone. In
realtà aveva ragione, nel senso che in questa città non si è mai
pianificato lo sviluppo del territorio, mai si è cercato di capire cosa
realmente serve e dove può essere fatto. L'ultimo esempio di come
correttamente si programma lo sviluppo del teritorio ci viene dalla
vicenda del luogo di culto dei testimoni di Geova: "buongiorno
ingegnere, noi avremmo bisogno di un'area dove costruire il nostro
tempio, che ci dice? Ma....tutte le aree disponibili se le sono prese
quei discoli dei cattolici. Facciamo così, compratevi un' area
qualsiasi, possibilmente non vincolata (ma non è così importante),
tanto poi ci pensiamo noi a darvi la variante di destinazione d'uso al
PRG. Grazie ing.,
provvederemo". E' questo il possibile dialogo intercorso tempo
addietro nei meandri del Comune. Come questo, molti altri ne saranno
accaduti, la politica urbanistica a Frosinone la fanno i tecnici,
l'hanno sempre fatta loro. Devono continuare a farla? Visti i risultati,
crediamo di no. L'attuale amministrazione, in un sussulto d'orgoglio ha
detto no, il tempio di Geova a Cerceto non s'ha dà fare. Siamo
contenti, ma voremmo che la stessa fermezza ci fosse per altre e ben più
importanti situazioni. I "Geovani" hanno diritto al loro
tempio (uno spazio libero ci sarà pure), ma come cittadini esigiamo che
lo sviluppo venga pianificato e concertato con coloro che dovranno
viverlo. E' chiedere troppo? AGENZIA
N.°7 -III del 22-11-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. TELENOVELAS
LPU/LSU: IL
COMUNE "LICENZIA" PER FAR POSTO AGLI LPU E’
noto da tempo a tutti coloro che non vogliano chiudere gli occhi e
tapparsi le orecchie che ormai da anni buona parte dei LSU/LPU,
contrariamente a quanto stabilito dalla legge 468/97, vengano impiegati
non già nelle attività “complementari ed aggiuntive” previste
dalla legge e dai progetti approvati e finanziati, bensì,
arbitrariamente, a copertura delle carenze d’organico delle diverse
amministrazioni, Comune di Frosinone compreso. Quanto
questo sia vero è facilmente dimostrabile all’interno delle scuole
(ma non solo) e se questa prassi – che nessuno s’illuda non verrà
usata nell’inevitabile contenzioso che si aprirà qualora non vengano
trovate soluzioni accettabili per tutti i lavoratori – può essere
compresa, anche se non giustificata, dal blocco delle assunzioni nel
pubblico impiego, quanto avvenuto il giorno 20 novembre assume una
gravità straordinaria che non consente ai lavoratori, al Comitato di
Lotta e al SIN Cobas di soprassedere ulteriormente dall’adozione delle
opportune iniziative. Per
ragioni e motivazioni che non ci interessano l'amministrazione del
Comune di Frosinone non ha rinnovato l’affidamento della vigilanza
presso i locali della Pretura di Frosinone al Controlpol causando
potenzialmente una perdita di posti di lavoro presso lo stesso e,
inopinatamente, a partire dallo stesso giorno 20 novembre, ha comandato
in servizio di guardiania presso la Pretura n. 4 LPU, ovvero ha
distratto n. 4 LPU, non pagati dal Comune ma “sussidiati”
dall’INPS con i soldi del Fondo per l’Occupazione, dalle attività
progettuali approvate e finanziate per andare a svolgere un’attività
già appaltata dall’ente ad una società esterna, ovvero ha posto in
essere un comportamento espressamente non consentito dalla legge. Per
discutere di queste e altre degenerazioni, per preparare la terza
manifestazione nazionale a Roma davanti al Ministero del Lavoro del 3
dicembre p.v. appuntamento per
venerdì 27 novembre ore 17.00 in via del Plebiscito 32 a
Frosinone. AGENZIA
N.°8 -III del 29-11-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. TELENOVELAS
LPU/LSU 3
dicembre SCIOPERO! IL
PRECARIATO LSU/LPU IN MARCIA SU BASSOLINO Il
nuovo ministro del Lavoro, Antonio Bassolino, in più occasioni ha
ribadito l’intenzione di proseguire sulla strada scelta dal precedente
Governo rafforzando gli incentivi alle imprese e forme di lavoro
“flessibile”. Queste dichiarazioni del Ministro sono state accolte
con soddisfazione dai sindacati confederali CGIL-CISL-UIL: nessun piano
di assorbimento ed assunzione stabile ma solo precarietà, sfruttamento
e finanziamento alle imprese private. E'
NECESSARIA invece UNA INVERSIONE DI TENDENZA: ASSUNZIONI E ASSORBIMENTO
DEI LSU/LPU NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. I
LSU/LPU sono stati impiegati in gran parte a copertura delle effettive
carenze d’organico delle amministrazioni mentre l’emergenza
occupazionale si aggrava. La
questione dei LSU/LPU rappresenta il banco di prova della volontà e
possibilità del nuovo governo di affrontare e di iniziare a risolvere
concretamente l’emergenza occpazione nel nostro paese. In questi
giorni, inoltre, stanno emergendo problemi sia del rinnovo dei progetti
in scadenza, locali e interregionali, sia nella prosecuzioni dei
progetti di LPU i cui piani di impresa mostrano tutta la loro debolezza,
poiché riguardano un numero minimo di lavoratori, scelti
nominativamente dall’impresa, lasciati in balia di più o meno
improvvisate cooperative. I
LSU/LPU ribadiscono con forza la loro richiesta al Governo D’Alema e
al ministro Bassolino: ·
GARANZIA DEL RINNOVO DI TUTTI I PROGETTI LOCALI E INTERREGIONALI;
RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI NORMATIVI, PREVIDENZIALI, SINDACALI;
· RITIRO DEL DEC.TO LEG.VO 468/97 E DELLA MAGGIORAZIONE
DELL’ORARIO DI LAVORO CON DIMINUZIONE DEGLI INTEGRATIVI; ·
VARO DI UN PIANO ORGANICO PER IL LAVORO DA PARTE DELLE REGIONI E LA
RICHIESTA AL GOVERNO DI SBLOCCO DELLE ASSUNZIONE NEL PUBBLICO IMPIEGO E
LA RISERVA DELLE SCOPERTURE IN ORGANICO; ·
DIRITTO ALLA RAPPRESENTANZA SINDACALE PER GLI LSU/LPU. Giovedì
3 DICEMBRE ore 10.00 Piazza Esedra - Roma MANIFESTAZIONE
AL MINISTERO DEL LAVORO Appuntamento
ore 8.00 Stazione di Frosinone (piazzale Kambo) AGENZIA
N.°9 -III del 6-12-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. OLTRE
L’OCCIDENTE,a
50 anni dalla Dichiarazione
Universale dei Diritti dell'Uomo, in collaborazione con associazioni
locali e nazionali organizza una serie di manifestazioni dal titolo “ETICA
ED ECONOMIA, TRA DEBITO E RESTITUZIONE”. **** «L’unità
dei Diritti Umani nell’epoca della globalizzazione» La
questione dei diritti umani nel contesto mondiale odierno si pone in
termini drammatici: genocidi, repressioni politiche feroci, torture e
“sparizioni” di chi dissente o si batte per le garanzie fondamentali
dell’uomo in molti Paesi del mondo. A ciò bisogna aggiungere le
decine di milioni di rifugiati sparsi per il mondo e in fuga dai loro
Paesi, i numerosi regimi politici liberticidi, ma al contempo ligi alle
raccomandazioni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario
Internazionale, i disastri ambientali pagati proprio dai più deboli e
poveri. Di
fronte a questo quadro, di fronte a governi che non fanno niente per
proteggere i loro cittadini dai devastanti effetti negativi dei fenomeni
di globalizzazione economica e culturale, la necessità di far
rispettare e rafforzare i diritti economici è assolutamente
improrogabile. Il problema è che i diritti economici, sociali e
culturali hanno avuto nel corso degli anni assai poca attenzione da
parte delle Nazioni Unite e dei suoi organi costitutivi, per cui le
norme adottate per la loro garanzia e salvaguardia sono poco sviluppate
e al momento non efficaci. La legislazione internazionale relativa ai
diritti umani ha posto in essere una separazione artificiale e deleteria
tra i diritti civili e politici da una parte e quelli economici, sociali
e culturali dall’altra: tale separazione rifletteva lo stato di fatto
di un mondo polarizzato nei conflitti strategici e ideologici della
guerra fredda. La
situazione mondiale è adesso mutata:
i governi nazionali spesso non detengono più il monopolio del potere
politico a causa della “irresistibile” avanzata della
globalizzazione. Gli stati nazionali subiscono fortemente l’influenza
delle potentissime società multinazionali e delle istituzioni
finanziarie internazionali
in ambiti che hanno ripercussioni sui diritti fondamentali degli
esseri umani. Le manovre di aggiustamento strutturale dell’economia
imposte da Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale determinano
nei Paesi del Sud del mondo condizioni di grave difficoltà
per larga parte della popolazione.
Il paradosso è che l’abbondanza di beni disponibili a livello
planetario ha raggiunto livelli senza precedenti, ma il numero delle
persone che non hanno lavoro e cibo a sufficienza sono ln costante
aumento. Quasi
3 miliardi di persone, metà dell’umanità, vivono con meno di
tremila lire al giorno,
e le tre persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio
superiore alla somma del prodotto interno lordo dei 48 Paesi più
poveri, vale a dire di un quarto dei Paesi
del mondo. L’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei
Diritti Dell’Uomo afferma che «ogni
individuo ha diritto ad un tenore di
vita sufficiente a garantire la salute e il
benessere proprio e
della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al
vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali
necessari....», ma gran parte
dell’umanità, come si è visto, è sempre più lontana
dall’accesso a questi
diritti. E’ giunta l’ora di occuparsi dello squilibrio tra i diritti
economici e gli altri diritti dell’uomo, vista la pervasità della
sfera economica in tutti gli ambiti della vita umana, e ribadire con
forza l’assoluta indivisibilità
dei diritti umani
come baluardo contro i
nefasti effetti dei processi di polarizzazione della ricchezza su scala
globale. AGENZIA
N.°10 -III del 13-12-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. L'ideologia
del buon senso è in "saldo" nei centri commerciali La
conclusione della vicenda Permaflex segna una dura sconfitta per chi
pensa sia possibile attraverso l'impegno sul territorio creare
condizioni di vita quantomeno
accettabil per la comunità. Da
tale vicenda soltanto giunta comunale e
"filantropici" imprenditori trarranno benefici. Per i
poveri ex operai Permaflex, strumentalmente usati da poteri forti e
certamente non occulti, speriamo non sia l'inizio di una storia ancora
più dolorosa perché investita di una speranza legittima, quella di non
essere gettati via dopo essere stati spremuti per anni nel processo
produttivo. Per la maggioranza politica si tratta di una operazione di
"buon senso": perché respingere una offerta vantaggiosa quale
quella Conad in mancanza di "alternative percorribili"? Le
cose non stanno realmente così; l'attuale Sindaco e la maggioranza che
lo sostiene hanno mutato radicalmente parere sulla questione Permaflex.
Perché sono intervenuti elementi nuovi rispetto a pochi mesi fa, quelli
della campagna elettorale? Non ci sembra. L'unico fatto nuovo
ipotizzabile è la convergenza di interessi prima in contrasto tra i
poteri forti in gioco. Tutte le ragioni a sostegno della opposizione al
cambiamento della destinazione d'uso dell'area Permaflex sono svanite
nel lasso di tempo contraddistinto dallo slogan del Sindaco "stiamo
lavorando per voi..". Tale "lavoro" produrrà una
mostruosità tipicamente ciociara: una concentrazione ipertrofica di
centri commerciali in una area di crisi economica come quella del
frusinate. La cosa triste è che siamo già
di fronte a 10, 100 Permaflex e se queta è la soluzione della
crisi allora il nostro futuro sarà davvero tragico. I nostri
amministratori fidano nelle risorse "illimitate e benefiche "
del mercato:il "buon senso" della sua logica non ammette
repliche: meglio qualcosa che nulla, ma questo qualcosa non è un fungo
che nasce dal nulla, ma una struttura che per esistere sottrae altrove
risorse: umane, ambientali, economiche e sociali. Ci si chiede come
faranno a coesistere i cinque centri commerciali
previsti sul territorio. Niente paura: sarà la mano invisibile e
sapiente del mercato che ottimizzerà il tutto, peccato che i costi
delle inevitabili crisi che si produrranno saranno pagate di nuovo dalla
forza lavoro precarizzata e totalmente flessibile impiegata negli stessi
centri commerciali. Saremo così ad una situazione analoga a quella
attuale? Assolutamente no! Dovremo aggiungere i costi dell'impatto
ambientale irreversibile, la disgregazione totale dei centri storici (a
questo punto non è più un problema del capoluogo solamente), il colpo
di grazia alla piccola e media distribuzione. Siamo di fronte ad un
abbaglio ideologico da parte della giunta. L"'ideologia del buon
senso", di fronte alla quale qualsiasi motivazione deve piegarsi,
produrrà effetti nefasti, segnando uno di tanti pericolosi precedenti.
All'interno della maggioranza si è comunque manifestato un segnale di
opposizione a questa sorta di "pensiero unico": I consiglieri
verdi non si sono accodati al coro. Ciò pone immediatamente un
interrogativo: ha senso dissociarsi in tali occasioni, ma sostenere
comunque una strategia complessiva quale quella dell'attuale
"centrosinistra", assolutamente indifferenziabile da quella
della destra, che solo per ragioni di opportunismo politico si schiera
contro? Il progetto dei Verdi, essere dentro per indirizzare le scelte
dell'amministrazione comunale, mostra la corda: si rischia di bruciare
qualsiasi opportunità di sviluppo alternativo del territorio e della
popolazione in nome di un "sano realismo del buon senso". AGENZIA
N.°11 -III del 19-12-98
Questo
fax viene spedito a n.200 realtà sociali, provinciali e nazionali. “Come
gli USA promuovovo il 50° anniversario della Dichiarazione Universale
Dei Diritti Dell’uomo” 1.
La
difesa di interessi economici, finanziari ed egemonici dell’Occidente
è principio di guerra ed oppressione. 2.
L’ideologia
classista sottesa alle azioni violente concepite dall’Occidente, è
segno di debolezza culturale e mancanza di rispetto per le altre libertà
e civiltà. 3.
Una guerra uccide indiscriminatamente “colpevoli” e “innocenti”,
uomini armati e uomini senza armi. L’opinione pubblica deve essere
cosciente che accettando una distruzione di esseri umani, essa è
complice. 4.
Gli
USA e la NATO pretendono di risolvere le “crisi” di politica
internazionale con la violenza e la guerra, per imporre la propria
potenza, mentre da 53 anni a livello mondiale si tenta di intervenire su
tali “crisi “valorizzando le istituzioni internazionali super
partes. 5.
La
decisione unilaterale di questa azione di guerra contro l’Iraq è
segnale di scelte antidemocratiche, estremamente pericolose per la
libertà di ogni paese, stato, comunità o individuo. 6.
La
pretesa di portare libertà ad un popolo anche se oppresso da dittatura,
è compito della presa di coscienza del popolo stesso con l’aiuto di
tutti i popoli , e non solo degli USA o della NATO. 7.
Con questa guerra contro l’ Iraq, gli USA e la Gran Bretagna
vogliono risolvere problemi interni
legati alla moralità (empeachment per Clinton ) ed economici
(aumentare il prezzo del petrolio). 8.
E’ indubbio che la pretesa della salvaguardia della libertà
dell’Occidente è una copertura non credibile in quanto, proprio gli
USA e la NATO sono le unche potenze che possono “dare” o
“togliere” libertà. 9.
E’ sconvolgente che in tempi in cui molte strutture politiche e
religiose hanno compreso che è fondamentale per il bene dell’umanità
la ricerca della pace e la via della pace per la soluzione della
peggiore delle crisi, gli USA e la NATO utilizzino in maniera impietosa
la guerra. 10.
Il governo italiano deve dissociarsi totalmente dall’aggressione
all’Iraq, e usare tutti i mezzi politici, diplomatici e pacifici per
riportare la pace e impedire che gli USA e la NATO continuino anche nel
futuro a compiere azioni di guerra. In questo senso si rende quanto meno
necessaria l’uscita dalla NATO, organismo asservito alla costrizione
di una visione del mondo che è quella imperialista occidentale. 11.
Tutti i nostri concittadini di “buona volontà” devono diventare,
almeno nello spirito natalizio, strumenti di pace, e si mobilitino per
impedire ora e sempre l’estensione della guerra anche con l’uso
delle basi della NATO poste sul nostro territorio. F.to
Chiesa Cristiana Evangelica
Battista di S.Angelo in Villa, Oltre
l'Occidente, Partito della Rifondazione Comunista, ass. In Marcia,
Comitato di Lotta per il Lavoro, Sin Cobas Frosinone
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