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"Non
comprare quel dentifricio: BOICOTTA IL BUSINESS AIDS!" La
Lila invita a mobilitarsi per la riapertura del processo in Sudafrica
Milano, 10 aprile 2001 – Lila, Lega Italiana per la Lotta contro
l’AIDS, invita tutti ad aderire alle iniziative messe in atto in vista
del 18 aprile, quando in Sudafrica, a Pretoria, si riaprirà il processo
intentato da 39 case farmaceutiche contro il "Medicines Act"
di Nelson Mandela. Invitiamo a organizzare in tutta
Italia, per il 18 aprile, dei momenti di sensibilizzazione rispetto al
boicottaggio e a comunicarci entro giovedì 12 aprile le iniziative
previste. Boicottaggio dei prodotti di largo
consumo delle 39 multinazionali: Tutte le 39 case farmaceutiche coinvolte sono colossi economici, operanti nei settori più diversi, dalla chimica alla nutrizione, dai prodotti di bellezza ai prodotti per l’agricoltura. La Monsanto, ad esempio, è una consociata della Pharmacia and Upjohn, anch’essa coinvolta nel processo. Questi i prodotti di più largo consumo che Lila invita a boicottare: Alka Seltzer,
Aspirina, Autan, Baygon, Lasonil, One-A-Day (Bayer) Ginkoba,
Ginsana, Gergovit, Buscopan, Zerinol, Dulcolax, Guttalax (Boheringer-Ingelheim) Aquafresh, Lactacyd, Lucozade, Nicorette (GSK) Ovomaltina, Isostad, Cibalgina, Voltaren Emugel, Cereal, Pesoforma, Lecinova (Novartis) Dr. Scholl’s, Coppertone (Schering) Boicottaggio degli informatori scientifici: Lila invita i medici ad astenersi per tutto il mese di maggio dal ricevere gli informatori scientifici delle 39 case farmaceutiche coinvolte. Invitiamo poi a firmare sul nostro sito www.lila.it (sezione News) la petizione "Abbandonate la causa" lanciata nei giorni scorsi da Lila, Medici Senza Frontiere e Legambiente. Il 18 aprile, a Roma, la Lila sarà con Medici Senza Frontiere e altre organizzazioni davanti a Farmindustria per chiedere, ancora una volta, che da parte di Farmindustria Italia ci sia una presa di posizione ferma e decisa contro il processo sudafricano. Quattro milioni di persone sieropositive in Sudafrica non possono curarsi per i prezzi troppo elevati dei farmaci, vincolati ai brevetti di proprietà intellettuale detenuti dalle case farmaceutiche. L’opposizione delle industrie farmaceutiche all’entrata in vigore del "Medicines Act" di Nelson Mandela ha determinato, solo negli ultimi tre anni, 400.000 vittime. Il "Medicines Act", mai entrato in vigore per le pressioni esercitate da multinazionali e Usa, avrebbe permesso la licenza obbligatoria e l’importazione parallela dei farmaci. Le uniche due modalità, previste anche dalle rigide regole del WTO, di ridurre i costi delle spese sanitarie. I profitti di queste industrie, operatori economici che operano nel campo della salute e che dovrebbero dunque seguire codici etici di comportamento, sono elevatissimi: la GSK, (Glaxo Smith Kline) ha chiuso il 2000 con 11.400 miliardi di utili. Pare impossibile che, nonostante il mercato africano rappresenti per queste aziende solo l’1% del totale dei profitti globali, non vi sia la disponibilità a rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale in aree di emergenza sanitaria quali il Sudafrica. Le spese per la ricerca scientifica, addotte come motivo dell’impossibilità di questa rinuncia, in media non superano il 20% dei bilanci aziendali. E’ invece vero che ben oltre il 30% del bilancio delle aziende farmaceutiche è utilizzato per promuovere i farmaci. Per informazioni e adesioni: Emanuela Sias, Ufficio Stampa Lila Nazionale 02 510023, lila@lila.it INDIRIZZI CASE FARMACEUTICHE marzo 2001 Abbott Nutritionals,
Pharmaceuticals and Hospital Products Diagnostics Boehringer tel. 02 5355 via G. Lorenzini 8 Milano Bristol-Myers Squibb SpA tel. 06 503961 Via Virgilio Maroso, 50 DIVISIONE
BRISTOL Clairol
International SpA DIVISIONE
BRISTOL Zimmer
S.R.L. Du Pont Pharma tel. 055 2627 via De’ Conti 2/a Firenze GlaxoSmithKline GlaxoWellcome S.P.A. Merck tel. 06 361911 via Fabbroni 6 00191 Roma Roche tel. 039 2471 viale G.B. Stucchi 110 20052 Monza (Milano)
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