WWF Sezione provinciale CIociaria

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WWF Sezione provinciale CIociaria
Via del Plebiscito, 22 e 32
03100, Frosinone
Telefono e Fax: 0775.210.312

ANALISI DEGLI ASPETTI URBANISTICO/AMBIENTALI

DELLA CITTÀ’ DI FROSINONE

1 Settore dati territoriali e consumo di suoli  
1.1 Superficie territoriale (Ha)                                          4701
1.2 Superficie edificata al 1991 (Ha)                                      151
1.3 Superficie edificata al 1991/Sup. totale (%)                     3,21
1.4 Variazione demografica 1981/1991                                    303
1.5 Abit. non occupate/Totale abitanti al 1991 (%)                6,9

 

2 Settore strumentazione urbanistica e trasformazione del territorio  
2.1 Strumentazione vigente  
2.1.1 Tipo strumento urbanistico                            PRG
2.1.2 Data adozione (ad.) - approvazione (ap.)                 1964/1972
2.1.3 Cubatura realizzabile / abitanti insediabili                    / 120.000
2.1.4 Soddisfacimento standard aree verdi                      scadente

 frosinone.jpg (139999 byte)

Il Comune di Frosinone è stato, da 30 anni a questa parte, indicato tra gli esempi negativi circa la gestione urbanistico-ambientale per colpa delle amministrazioni succedutesi.

Infatti, tutti gli strumenti a disposizione per gestire la città sono stati sempre male utilizzati e adattati alle esigenze di poche persone che avevano "interessi forti" e ambizioni speculative che hanno inciso fortemente sulla vivibilità del Capoluogo.

In questi anni la situazione è peggiorata esponenzialmente e Frosinone, nelle classifiche di Legambiente per qualità della vita e spazi verdi attrezzati, è agli ultimi posti.

Questo è successo perché i temi della gestione ambientale della città sono sempre stati utilizzati come "veicolo elettorale" da parte dei politici, in quanto ritenuti argomenti "da affrontare immediatamente perchè sono una esigenza vitale per la città", che però si sono dimostrati vitali solo per estorcere voti ai cittadini.

Naturalmente, per dimostrare che il verde a Frosinone è indispensabile, sono addirittura previsti dei capitoli di spesa con cifre a otto e nove zeri, che vengono inseriti ogni anno nelle previsioni di bilancio del Comune (es. 1.200 milioni per la gestione di parchi, ville e giardini) e che rimangono solo sulla carta.

Queste sono cose che i cittadini non sanno perché nessun politicante ha mai ritenuto utile dire, soprattutto perché alcuni aspetti bisognava tenerli assolutamente nascosti, come ad esempio la situazione del depuratore cittadino, che funziona a mezzo servizio, ma che tutti i cittadini pagano, oppure l’opera di taglio scriteriato degli alberi e delle aiuole, affidata ai lavoratori socialmente utili, guidati fino a poco tempo fa da un consulente strapagato, il dottor Francazzi, che non ha mai avuto le idee chiare su cosa fare (vedi il parco con i daini a p.le Veneto), o ancora con la campagna informativa sulla raccolta differenziata dei rifiuti, affidata a diecimila opuscoli che purtroppo, dopo un periodo di villeggiatura negli scantinati dell'assessorato alla sanità, sono stati buttati via perchè, essendo cambiati Sindaco e Assessore, non erano più utilizzabili (e qui si capisce come le cose importanti siano le firme e non i contenuti).

Di fronte a questa situazione imbarazzante, si impone d’ora in poi uno studio serio di queste problematiche, affiancato da una serie di finanziamenti mirati per realizzare delle strutture per la città, utilizzando gli strumenti istituzionali così come vengono proposti e non stravolgendoli per soddisfare poche persone "che contano".

Quando si parla di gestione dell’ambiente, s’intende la trattazione di problematiche diverse che vanno dal traffico allo smaltimento dei rifiuti, passando per la creazione di aree verdi attrezzate, perché se non si realizza un continuum tra questi fattori, difficilmente si potrà ottenere una situazione accettabile.

Per fare in modo che ciò accada, si dovranno anche rivedere i metodi di assegnazione degli assessorati, che fino ad ora sono stati occupati da persone incompetenti (l’ex assessore all’urbanistica affermò addirittura che "l’urbanistica non esiste"), affidandoli a tecnici seri, che sappiano riportare le esigenze della comunità ad un piano pratico.

Di seguito sono elencate ed analizzate le priorità ambientali di questa città, frutto di una serie di studi sul territorio, con una serie di proposte e modifiche ai documenti presentati dai precedenti amministratori, che non ci soddisfano assolutamente, anzi, in alcuni casi si sono dimostrati estremamente negativi.

PIANO REGOLATORE GENERALE (P.R.G.)

PIANO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA (P.R.U.)

RIFIUTI ED INQUINAMENTO ATMOSFERICO, IDRICO ED ACUSTICO.

PARCO COSA, VILLA COMUNALE E PARCHI DI QURTIERE

PIANO URBANO DEL TRAFFICO (P.U.T.)

P.R.G.

1) Frosinone è senza un Piano Regolatore: quello arrivato al capolinea nel 1990 non è minimamente utilizzabile quale strumento urbanistico e d’altronde non lo sarebbe potuto essere stato neanche prima, data la mancanza degli indispensabili "piani attuativi": le previsioni abnormi di crescita della popolazione (120.000 abitanti nel 1990! a fronte degli effettivi 47.000) che hanno portato alla determinazione di 400 ettari di terreni edificabili a fronte di un fabbisogno effettivo rivelatosi pari a non più di 65 ettari, hanno prodotto i guasti che sono sotto gli occhi di tutti: lottizzazione sfrenata e selvaggia, aree edificate sparpagliate a macchia di leopardo su un territorio vastissimo con conseguenti incrementi esponenziali dei relativi costi; inoltre, se il piano regolatore fosse stato elaborato senza scopi speculazionistici, si sarebbero dovute realizzare strutture pubbliche e altre opere di urbanizzazione per 120mila abitanti, cosa che non è stata fatta.

Frosinone è dunque senza un piano regolatore ed è almeno dal 1990 che le quattro amministrazioni che si sono succedute in questo lasso di temposono state inadempienti perché, constatata la perniciosa inadeguatezza dello strumento fino ad allora utilizzato, avrebbero dovuto porre mano alla redazione di un nuovo ed idoneo strumento urbanistico generale. Ma non basta: il piano regolatore, quello da 120.000 abitanti e 400 ettari edificabili è un clamoroso e doloso imbroglio: Frosinone aveva già adottato un piano regolatore nel 1958, il "Frusino 52" e questi era stato rimesso dal Ministero dei Lavori Pubblici al Comune perché ne rettificasse alcune parti per l’approvazione, ma "chi di dovere", allora (nel 1961, cioè) pensò bene di non portare mai in Consiglio Comunale quel piano per l’approvazione delle modifiche richieste e affermando inopinatamente che il piano era stato bocciato dal Ministero, lo fece revocare come indispensabile preludio all’adozione dell’altro (Verbale n.18 dell’otto febbraio 1964).

Il "Frusino 52" prevedeva per il 1990 45.000 abitanti, cioè la previsione esatta fatta dieci anni prima! Inoltre erano stati previsti solo sessantacinque ettari edificabili, tutti racchiusi nell’area tra la zona della stazione e il quartiere "Madonna della Neve", in quanto per il Centro Storico erano stati disapprovati tutti i progetti di nuove costruzioni, perchè era stato ritenuto già sovraccarico.

La speculazione edilizia avvenuta in questi anni e chiamata "IL SACCO DI FROSINONE" ha portato le seguenti gravissime conseguenze:

  • strade senza marciapiede (es. via Ciamarra)
  • abitazioni costruite a meno di 50 mt di distanza dal fiume
  • monumenti storici adibiti a fondamenta (l’anfiteatro romano di via Roma)
  • un grande parco urbano mai realizzato che comprendeva parte dell’attuale "asse attrezzato" fino al quartiere Cavoni
  • la costruzione della insufficiente rete fognaria sopra quella idrica in "eternit"
  • l’inquinamento del fiume Cosa, dovuto alla presenza di scarichi civili e industriali
  • la costruzione di grandi quartieri residenziali, la maggior parte dei quali ancora oggi sono privi dei necessari servizi e pertanto hanno la funzione di dormitori
  • abbandono e degrado del cento storico e di alcune zone di periferia

Riteniamo che la rivitalizzazione della città sia strettamente collegata ad una totale rielaborazione del P.R.G. censendo e ridisegnando le zone verdi superstiti, destinandole come aree verdi attrezzate allo scopo di dotare i vari quartieri della città di parchi pubblici.

Occorrerà anche effettuare un piano di tutela del centro storico, vincolando i palazzi più antichi e ristrutturandoli ad arte, in modo da recuperare la memoria storica della città, organizzando iniziative culturali che facciano diventare il cuore di Frosinone il centro di aggregazione più importante. Si dovranno recuperare anche gli immobili storici che sorgono alla periferia della città, come il casino Napoli e la torre di avvistamento in via la torre.

Inoltre si deve sfruttare l’enorme potenzialità archeologica della città, ottenendo finanziamenti in merito per poter rilanciare anche un piano turistico che è completamente deficitario.

P.R.U

2) il PIANO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA nasce come strumento indispensabile per la riqualificazione delle aree degradate della città, con una serie di interventi finalizzati alla rivitalizzazione di periferie e centri storici in stato di progressivo abbandono.

La precedente amministrazione ha promosso dei progetti che si distaccavano nettamente dagli scopi del P.R.U. in quanto prevedevano delle speculazioni impressionanti con il fine di gettare 620 mila metri cubi di cemento sulla città, senza tener conto delle esigenze della comunità.

La maggior parte dei progetti presentati prevede la costruzione di centri di servizi, supermercati, centri commerciali e alloggi, alcuni dei quali ricadenti in aree destinate al verde pubblico (es. 18mila metri quadrati sui 43 mila totali del terreno "della contessa" a de Matthaeis , dove devono assolutamente realizzare la villa comunale, sono interessati da un centro di servizi con appartamenti); nessun progetto interessa il centro storico o il recupero come centro di aggregazione di altre aree cittadine e questa la dice lunga sulla volontà dei politici di rivitalizzare la città, anzi , l’impatto ambientale che ne deriverebbe sarebbe altissimo, con la conseguenza di avere altre "cattedrali nel deserto".

Questa è la considerazione e il rispetto che hanno questi criminali nei confronti di chi li vota. Naturalmente prima di approvare questi progetti non è stata fatta nessuna indagine di mercato, come non è stato fatto nessun censimento sugli immobili esistenti per verificare se c’è veramente il bisogno di costruirne di nuovi. Eppure sarebbe bastato solamente leggersi i dati del censimento del 1991 per avere un quadro della situazione! Ciò che noi contestiamo è l’interpretazione "cementifera" della riqualificazione urbana; politici, speculatori, palazzinari, sono tutti concordi nel riempire gli spazi vuoti della città con nuovi edifici dando motivazioni assolutamente risibili di un fabbisogno di centri servizi, direzionali e quant’altro. Noi sosteniamo invece che la città di Frosinone possa trasformare la generale situazione di degrado in una grande occasione per dotarsi di aree verdi attrezzate di quartiere, parchi e altri spazi verdi di aggregazione.

3) RIFIUTI e RACCOLTA DIFFERENZIATA: Considerata l’enorme affluenza di rifiuti in discarica (per non parlare delle innumerevoli discariche abusive che minacciano il territorio circostante della città), è obbligatorio avviare una politica costruttiva riguardante la raccolta differenziata dei rifiuti. E’ dimostrato da innumerevoli esperienze di altre città che separando i rifiuti urbani (vetro, carta, plastica, alluminio ecc.) è possibile un riutilizzo della maggior parte dei rifiuti con vantaggi per le casse comunali e di conseguenza per i cittadini. In questo campo Frosinone è ancora all’anno zero, per cui necessita avviare immediatamente un progetto in tal senso che può articolarsi nelle seguenti fasi:

  • campagna informativa ed educativa capillare dei cittadini tramite distribuzioni di opuscoli
  • incentivazione di progetti scolastici di educazione ambientale
  • attivazione dei mass-media e promozione di campagne di sensibilizzazione
  • creazione di strutture alternative alle tradizionali campane di raccolta
  • istituzione dei centri di raccolta e stoccaggio, con lo scopo di effettuare la massima selezione di rifiuti, creare posti di lavoro, possibilità di vendita dei rifiuti recuperati da parte del Comune, produzione di energia
  • mantenere viva la sensibilizzazione e la partecipazione dei cittadini incentivandoli tramite detrazioni di imposte comunali o altri vantaggi economici immediati
  • creazione di un piccolo termocombustore per lo smaltimento dei rifiuti irrecuperabili
  • bonifica del territorio da discariche abusive e comunali

Per quanto riguarda l’inquinamento acustico e atmosferico il comune si faccia parte attiva nei riguardi degli organismi competenti per il rispetto delle normative vigenti (stretta collaborazione tra tecnici comunali, tecnici della A.S.L. e forze dell’ordine).

INQUINAMENTO ACUSTICO ED ATMOSFERICO

Nella città di Frosinone non è possibile effettuare nessun tipo di rilievo dell’inquinamento acustico in quanto non esistono apparecchiature; non è neanche possibile rilevare dati sull’inquinamento atmosferico perchè le centraline esistenti sono obsolete e quindi non attendibili.

AREE VERDI

4) considerato l’avanzamento del progetto di VILLA COMUNALE nell’area del casale "della Contessa" in zona De Matthaeis, si può ritenere che presto la città si doterà circa 25 MILA METRI QUADRATI DI VERDE ATTREZZATO.

Si tratta ora di lavorare ad un progetto più ampio di integrazione tra questa area e le altre da anni in programmazione e mai realizzate

PARCO DEL FIUME COSA: depurazione e rinaturalizzazione del fiume e delle sue sponde con tecniche di ingegneria ambientale; individuazione degli scarichi illeciti, abolizione degli stessi tramite un potenziamento e ammodernamento del sistema di depurazione cittadino; annullamento del concorso del parco del fiume Cosa e affidamento del progetto ad uno studio tecnico competente che esegua una realizzazione a stralci con priorità assoluta per la zona compresa tra via Roma e il campo sportivo, considerata l’enorme potenzialità naturalistica/archeologica dell’area.

PARCHI DI QUARTIERE: oltre alle zone da individuare tramite i programmi di riqualificazione urbana, risultano immediatamente realizzabili zone verdi attrezzate nella valle a ridosso di via Fosse Ardeatine, collina sottostante piazzale V.Veneto e alberata, sistemazione dell’area verde di via De Gasperi (Piloni).

Enormi potenzialità possono svilupparsi ponendo vincoli paesaggistici ad aree di pregio poste a ridosso della città quali i laghetti del Casaleno, il laghetto di Maniano, l’ex poligono dell’esercito in via Maria, ciò che resta delle Fornaci , il laghetto di via la Botte, il bosco di via Cavoni e quello a ridosso della città della salute (A.S.L.).

Da salvaguardare le residue aree agricole del territorio affinché su di esse non si instaurino speculazioni e cementificazioni abusive.

P.U.T.

5) il PIANO URBANO DEL TRAFFICO (P.U.T.) costituisce uno strumento fondamentale per la programmazione degli interventi in materia di viabilità urbana nel breve e nel medio termine.

Generalmente il problema della mobilità è stato tradizionalmente affrontato con la cosiddetta "pianificazione dei trasporti", ovvero con la realizzazione di infrastrutture selezionate senza un reale studio di alternative modali, senza le analisi dei costi/ benefici attendibili e senza gli studi di impatto ambientale. Questo ha portato alla realizzazione sfrenata di reti stradali promuovendo l’uso eccessivo dei mezzi privati, a scapito di un più sensato potenziamento dei mezzi pubblici e quindi ad una conseguente diminuzione degli agenti inquinanti che questa politica ha prodotto. L’enorme numero degli strumenti e la loro sovrapposizione è stata configurata volutamente per rendere possibile, in un clima di formale pianificazione, la realizzazione di interessi specifici al di là degli interessi comuni.

L’occasione che si presenta oggi con l’attuazione del piano urbano del traffico (PUT) potrebbe essere l’ancora di salvataggio per Frosinone, in quanto le priorità legate alla viabilità si possono affrontare in modo costruttivo, con una pianificazione dettagliata di tutte quelle infrastrutture che possono in qualche modo rimediare ai grossolani errori delle precedenti amministrazioni comunali. Naturalmente tutto questo è ancora di là da venire, in quanto da uno studio commissionato dalla giunta Fanelli (1995 - primo semestre 1998) al dottor Avarello per la redazione del P.U.T. risulta evidente come esso abbia l’obiettivo di velocizzare il traffico esistente puntando allo snellimento dei punti di traffico caotico e aumentando l’offerta della rete stradale.

Considerato che Frosinone rappresenta una situazione del tutto particolare vista l’inadeguatezza della rete stradale e delle sue pertinenze, occorre constatare come tale impostazione non risulta in linea con le esigenze di una moderna viabilità che ha come obiettivo principale quello della riduzione del traffico scoraggiando l’uso del mezzo pubblico.

E’ questa una filosofia, già adottata da varie città italiane, che mira alla riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico e dunque al miglioramento della qualità della vita.

Riteniamo che le seguenti proposte possano essere uno stimolo per una più ampia discussione sulla viabilità cittadina ed un contributo per una revisione del piano.

PARCHEGGI: suddivisione delle strutture in

  • Parcheggi di trasferenza, con l’individuazione di tre aree ai confini della città per la sosta degli autoveicoli provenienti dall’esterno.
  • Parcheggi di scambio/residenti, censendo le strutture già presenti all’interno del perimetro cittadino, esclusa la zona del centro storico, da utilizzare come parcheggi di scambio dalle 8 alle 20 e successivamente come parcheggi per i residenti, prevedendo un potenziamento delle strutture, o creando strutture sotterranee in modo tale da recuperare lo spazio sovrastante..
  • Parcheggi per residenti, censendo le strutture esistenti all’interno del centro storico.
  • Parcometri, inserendo la tariffazione delle zone di sosta lungo le strade a scorrimento veloce esclusivamente a senso unico o dove comunque lo permettano le caratteristiche dell’assetto stradale.

SISTEMI ALTERNATIVI DI LOCOMOZIONE

  • Mezzi pubblici, potenziando le linee esistenti riducendo i tempi d’attesa, inserendo bus elettrici e creando collegamenti tra i parcheggi di scambio e le zone del perimetro cittadino con bus navetta
  • Taxi collettivi
  • Scale mobili e teleferiche

ALTRE PROPOSTE

  • Inserimento di corsie preferenziali per i mezzi pubblici dove è possibile.

 

 

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