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Associazione politico culturale
Oltre l’Occidente
Per una alternativa allo sviluppo
P.zza A. Paleario 7
03100, Frosinone
ccp 10687036

LETTERA DI OTTOBRE 1995

 

AI Cittadini

Associazioni

Partiti

Sindacati

 

            «... Vi è un certo perbenismo che addossa agli immigrati tutti i mali della società italiana e non vede altra soluzione che quella di rimandarli a casa loro. Una specie di pulizia etnica nostrana!

            «...Il contesto internazionale serve a mostrare non solo che il fenomeno da noi è solo una piccolissima parte di ciò che avviene nel mondo con 27 milioni di rifugiati e sfollati e circa 100 di emigrati, di cui 5 milioni cittadini italiani originari da tutte le nostre regioni... Quelli sul sottosviluppo e sulla crescente insufficienza dei meccanismi con cui lo si combatte ricordano invece che le migrazioni sono un effetto causato dagli stessi paesi ricchi, compreso il nostro. In questa fase è davvero pretestuoso chiudersi all'immigrazione e oltre tutto diminuire l'aiuto allo sviluppo. Nel contesto dell'Unione Europea iniziano ad essere molti i motivi di preoccupazione, sia a livello dei singoli stati membri che a livello di organi comunitari. Dopo il Trattato di Maastricht, si è propensi ad inquadrare il fenomeno sotto una rigida ottica dell'ordine pubblico senza dare all'integrazione l'importanza dovuta...».

            Secondo il "Dossier Statistico Immigrazione" della Caritas di Roma, edito nel 1995, di cui sopra abbiamo riportato l'introduzione di mons. Luigi Di Liegro, nella Provincia di Frosinone vivono 3.258 stranieri, l'1,72% del totale regionale. A Frosinone vivono 2.829 extracomunitari (86% del totale provinciale). Tale presenza è vista comunemente come un problema da gestire in quanto problema di ordine pubblico.

            «Nel nostro paese si rende sempre più necessaria un'azione collettiva per il superamento di tutte le forme di razzismo, di intolleranza o di sfruttamento. La dignità dell'uomo e della donna deve essere pienamente volorizzata in uno stato civile [...] Non può essere ridotta ad una gestione, occasionalmente assistenziale, una questione radicalmente umana e quindi culturale, etica e politica, qual è quella dell'immigrazione».

            Con queste parole Raffaele Nogaro, Vescovo di Caserta, salutava l'8 ottobre, a Napoli, la nascente RETE NAZIONALE ANTIRAZZISTA, movimento nazionale costitutitosi con l'adesione di oltre 121 associazioni che si occupano dei temi dell'immigrazione.

            Le 121 associazioni formano una RETE che vuole essere strumento d'opinione sulle tematiche dell'immigrazione e punto di riferimento per le realtà locali, enti o associazioni, che si battono su queste tematiche; stabilire comunemente delle priorità di interesse nazionale sulle quali poi lavorare nel contesto locale.

            Anche l'associazione OLTRE L'OCCIDENTE ha aderito alla RETE NAZIONALE ANTIRAZZISTA, e vorrebbe portare avanti alcune campagne nazionali sui temi dell'immigrazione, ritenendo che sia opportuno agire in maniera veramente costruttiva in direzione di una reale integrazione socio-economico-culturale nel rispetto delle specificità e differenze.

            A tal proposito il giorno martedì 31 ottobre, alle ore 20, presso la sala dell'Associazione si terrà un incontro-studio aperto a tutti gli interessati, le associazioni, i partiti per discutere le" campagne" che la RETE vuole portare avanti:

1) Ferma e netta opposizione alla proposta di legge Nespoli;

2) Riconoscimento del diritto all'assistenza sanitaria per tutti gli stranieri presenti a qualunque titolo sul territorio nazionale;

3) Introduzione nei Consigli Comunali del "consigliere immigrato aggiunto";

4) Trasferimento delle competenze in materia di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno dalle questure ai comuni;

5) Smilitarizzazione delle coste italiane.

            Nel corso dell'incontro verrà distribuito materiale inerente alle "campagne" elencate.


Promemoria del 3 novembre 1995

 

Per tutte le associazioni, i partiti politici, i sindacati, i singoli cittadini.

 

            Martedì 31 ottobre alle ore 20.00 presso la sede di Oltre l'Occidente si sono riunite diverse associazioni e partiti per discutere sulla possibilità che a Frosinone possa nascere un coordinamento che lavori costantemente sulle tematiche riguardanti l'immigrazione. Il Coordinamento dovrebbe lavorare in accordo con la Rete Nazionale Antirazzista, che è nata ufficialmente a Napoli agli inizi di ottobre. Alla riunione hanno preso parte: Ittuba (un'associazione di immigrati), il PDS i Verdi, i Giovani Comunisti (a nome della Fedrazione Provinciale), Legambiente, il Gruppo per la Pace, Progetto Continenti, la Comunità Evangelica di S.Angelo in Villa.

            La Rete Nazionale Antirazzista intende lavorare nei prossimi mesi principalmente su 5 campagne:

1. Trasferimento delle competenze in materia di immigrazione dalle questure agli enti locali;

2. Inserimento nel consiglio comunale del consigliere immigrato aggiunto, che sarebbe eletto dagli stessi immigrati e parteciperebbe alle sedute comunali con il semplice potere consultivo;

3. Campagna per la promozione del diritto all'assistenza sanitaria per tutti gli immigrati  presenti sul territorio nazionale, regolari e non;

4. Ferma e netta opposizione alla proposta di legge Nespoli;

5. Smilitarizzazione delle coste italiane.

            Prima di un ulteriore incontro di chiarificazione tra gli interveuti per ciò che concerne l'adesione alle campagne presentate e all'eventuale organizzazione di un coordinamento tra le persone/associazioni/partiti intervenute, le proposte presentate sono state di:

- reperire una documentazione legislativa nazionale e locale sull'immigrazione

- reperire informazioni sulla situazione degli immigrati nella realtà locale (iniziative, servizi, residenti, presenze, lavoro)

- reperire informazioni sulle iniziative che Provincia e Comune hanno promosso e sull'utilizzo dei fondi stanziati

- organizzare una mobilitazione e raccolta firme contro il progetto di legge Nespoli

- raccogliere firme per la smilitarizzazione delle coste pugliesi

- organizzare incontri-studio sulle tematiche inerenti i problemi legati all'immigrazione.

- sensibilizzare le istituzioni, l'opinione pubblica, altri partiti e altre associazioni sulle campagne della Rete.

            Il secondo incontro per discutere di tali temi è previsto per martedì 8 novembre alle ore 20. Si invita alla pertecipazione.


COMUNICATO STAMPA del Frosinone, 5 novembre 1995

 

Per contenere e scardinare il diffondersi di un senso comune intollerante e xenofobo, occorre non solo affermare, nelle pratiche politiche quotidiane, i valori dell'uguaglianza dei diritti e della solidarietà tra persone e culture diverse, ma assumere altresì il grande impegno di ricostruire e diffondere un senso comune democratico.

 

            Martedì 31 ottobre alle ore 20.00 presso la sede del centro Oltre l'Occidente si sono riuniti singoli cittadini, italiani e stranieri, diverse associazioni e partiti per discutere sulla possibilità che a Frosinone possa nascere un coordinamento che lavori costantemente sulle tematiche riguardanti l'immigrazione. Alla riunione hanno preso parte: ass. Oltre l'Occidente, Ittuba (un'associazione di immigrati), il PDS, i Giovani Comunisti (a nome della Federazione Provinciale), Legambiente, il Gruppo per la Pace, Progetto Continenti, la Comunità Evangelica di S.Angelo in Villa.

            Il coordinamento intende organizzare le iniziative in accordo con la Rete Nazionale Antirazzista attivandosi principalmente su 5 campagne:

1. Trasferimento delle competenze in materia di immigrazione dalle questure agli enti locali;

2. Inserimento nel consiglio comunale del consigliere immigrato aggiunto, che sarebbe eletto dagli stessi immigrati e parteciperebbe alle sedute comunali con il semplice potere consultivo;

3. Campagna per la promozione del diritto all'assistenza sanitaria per tutti gli immigrati  presenti sul territorio nazionale, regolari e non;

4. Ferma e netta opposizione alla proposta di legge Nespoli;

5. Smilitarizzazione delle coste italiane.

            Il secondo incontro per discutere di tali temi è previsto per martedì 7 novembre alle ore 20.00 presso il centro Oltre l'Occidente in via Garibaldi 24 a Frosinone.

            Sono invitati a partecipare cittadini e  forze democratiche interessate alla garanzia dei diritti fondamentali a tutte le persone.

 


COMUNICATO STAMPA DI NOVEMBRE 1995

 

"Come cittadini, attivi nella società civile o nelle istituzioni, esprimiamo sconcerto e preoccupazione per la deriva del dibattito legislativo delle posizioni e delle forze politiche sull'immigrazione. Si rischia di sancire, nel senso comune e nella legislazione, la negazione ad una minoranza di fondamentali e universali diritti civili e costituzionali come l'asilo, la difesa e il giusto processo, la presunzione di non colpevolezza fino a condanna definitiva, l'habeas corpus e la tutela da ingiustificate lesioni della libertà personale, il diritto al ricorso contro ogni provvedimento ritenuto ingiusto. In definitiva: il diritto alla dignità e all'eguaglianza di fronte alla legge e alla giustizia, senza di che ci si divide non fra cittadini e non cittadini, ma fra persone libere e non libere. La lotta al crimine e alla violenza è interesse di tutte le persone di qualunque nazionalità. La criminalità di ogni colore va colpita; ma all'emarginazione d'ogni colore, ai bisogni, ai diritti legati vanno date risposte di civiltà e nuova cittadinanza. Alla crisi della convivenza urbana si risponde moltiplicando occasioni e luoghi di socialità. La con/cittadinanza è condizione di sicurezza vera, non viceversa: si è sicuri anche nei quartieri-fortilizio di Los Angeles, ma è una sicurezza che fa orrore, la sicurezza dei ghetti. Le espulsioni sono false risposte a problemi veri, altri sono gli strumenti per arginare la clandestinità e la connessa speculazione; flussi legali per l'ingresso per lavoro, legalizzazione, inserimento sociale, garanzia di diritti fondamentali a tutte le persone, servizi sociali e culturali mirati, percorsi di acquisizione della cittadinanza. Va ribaltato quella che rischia di diventare senza comune xenofobo. Gli stranieri sono nostri cittadini: né minaccia, né presenza temporanea da cui all'occorrenza liberarsi. Gli immigrati sono in credito con il lavoro legale e sommerso e le infinite sofferenze della loro prima generazione, e non in debito rispetto alla società italiana. Prima adegueremo a questa realtà il nostro patto di cittadinanza e non scritto, minore sarà il carico di tensioni e dolore il rischio di razzismo la potenzialità di crescita civile e culturale, che accompagnano ogni grande migrazione".


COMUNICATO STAMPA DI NOVEMBRE 1995

 

Contro la proposta di legge Nespoli sull'immigrazione, per una legge che rispetti i diritti umani.

            Come cittadini siamo seriamente preoccupati per le proposte di legge sull'immigrazione, contrarie alla Costituzione Italiana e che ledono i diritti umani fondamentali.

            Sosteniamo il diritto alla dignità e all' eguaglianza di fronte alla legge e alla giustizia per tutti.

            Riteniamo che la criminalità di ogni colore vada perseguita e colpita, ma ci preoccupiamo delle situazioni di emarginazione, studiandone le cause e ricercandone le soluzioni necessarie per ripristinare la dignità di tutti.

            Proponiamo per tutti gli immigrati un'accoglienza adeguata poiché col loro lavoro e la loro presenza contribuiscono alla crescita civile e culturale del paese.

 

Non cancellate lo stato di diritto... altrimenti anche noi siamo stranieri.

                                  

                                    Città dei Popoli

                                   Coordinamento per una società interetnica


COMUNICATO STAMPA 7/11/95

 

Martedì 7 novembre si è costituito a Frosinone, in adesione alle campagne proposte dalla RETE ANTIRAZZISTA NAZIONALE, "CITTA' DEI POPOLI" Coordinamento per una società interetnica, composto da singoli cittadini italiani e stranieri e dai seguenti gruppi:

 

ANOLF-CISL Frosinone, Ass. Erbavoglio, Ass. Ettuba, Ass. Oltre l'Occidente, Chiesa Evangelica Battista di S.Angelo in Villa, Coordinamento Provinciale e Cittadino dei Verdi, Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista, Gruppo per la Pace, Laboratorio per l'Alternativa, Legambiente, Progetto Continenti Frosinone, WWF sez. "Valle del Sacco"

 

            Il Coordinamento prende una decisa posizione contro il decreto-legge emesso dal governo sull'immigrazione, a causa del suo carattere palesemente contrario alla Costituzione Italiana e agli standard internazionali di tutela dei diritti umani.

 

            Contro il decreto-legge sull'immigrazione, per una legge che rispetti i diritti umani.

            Come cittadini siamo seriamente preoccupati per le proposte di legge sull'immigrazione, contrarie alla Costituzione Italiana e che ledono i diritti umani fondamentali.

            Sosteniamo il diritto alla dignità e all' eguaglianza di fronte alla legge e alla giustizia per tutti.

            Riteniamo che la criminalità di ogni colore vada perseguita e colpita, ma ci preoccupiamo delle situazioni di emarginazione, studiandone le cause e ricercandone le soluzioni necessarie per ripristinare la dignità di tutti.

            Proponiamo per tutti gli immigrati un'accoglienza adeguata poiché col loro lavoro e la loro presenza contribuiscono alla crescita civile e culturale del paese.

Non cancellate lo stato di diritto... altrimenti anche noi saremo stranieri!

 

                                                            Città dei Popoli

                                                           Coordinamento per una società interetnica


Volantino di novembre 1995

 

La politica dell'immigrazione non va confusa

con le politiche sulla criminalità e l'ordine pubblico!

 

FIRMA CONTRO IL DECRETO DEL GOVERNO DINI

 

I Paesi poveri finanziano i Paesi ricchi: secondo l'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) tra il 1982 e il 1990 il flusso totale degli aiuti, crediti e risorse verso i Paesi in via di sviluppo (PVS) ammontava a 927 miliardi di dollari. Nello stesso periodo i PVS hanno versato ai Paesi creditori 1345 milardi di dollari solo per il servizio del debito.

 

 

Dobbiamo impedire che la legislazione italiana sia imbarbarita da decreti come quello sull'immigrazione appena emesso dal governo. Tale decreto associa infatti a gravi violazioni dei diritti umani e dei principi costituzionali forme di apartheid legislativa, allorché:

 

            - crea la figura del lavoratore stagionale, come persona funzionale soltanto ad un utilizzo economico e rende inoltre estremamente difficile una sua diversa dimensione lavorativo-esistenziale; infatti anche a fronte di una offerta lavorativa a tempo indeterminato, che permetterebbe allo stagionale di ottenere un permesso di due anni, egli non può occupare il posto offerto nel caso in cui l'ufficio provinciale del lavoro accerti che tale posto può essere coperto o da un italiano o da un cittadino comunitario o da un'altro cittadino extracomunitario già iscritto nelle liste di collocamento, (Capo I art.2);

            - condiziona l'ingresso a discriminanti certificati sanitari "comprovanti l'assenza di patologie pregiudizievoli per la salute pubblica" e a dichiarazioni di buona condotta (Capo II art.4);

            - in materia di espulsioni non distingue tra reati gravi, per i quali è obbligatorio l'arresto e reati meno gravi, per i quali non è obbligatorio l'arresto: lo straniero che sia stato condannato per uno qualsiasi dei reati previsti dagli art. 380 e 381 del c.p.p. può essere immediatamente espulso dal territorio dello stato (Capo III art.7);

            - calpesta principi costituzionali, come la presunzione di innocenza, poiché prevede l'espulsione come misura di prevenzione,  che può essere disposta dal prertore, su segnalazione dell'autorità di polizia, senza che lo straniero sia accusato di alcun addebito specifico (Capo IIIart.7bis) e ostituisce al processo la flagranza di reato (Capo III art. 7 ter);

            - limita il diritto di ricorso per lo straniero espulso perché in condizione  "irregolare", intendendo per condizione irregolare sia quella dei clandestini, sia quella dei chi soggiorna nel territorio dello stato con permesso di soggiorno scaduto (Capo III art. 7quinquies);

            - sia nel caso di espulsione come misura di sicurezza, sia nel caso di espulsione come misura di prevenzione, qualora esse debbano essere precedute da accertamenti, il decreto dispone  la misura dell'obbligo di dimora per tutti gli immigrati; ancora una volta il decreto non distingue tra  gli immmigrati che sono stati che sono stati condannati per un reato grave, tra coloro che sono stati condannati per un reato meno grave e tra coloro che solo presumibilmente potrebbero commettere un reato ( CapIII art.7 sexies);

            - se lo straniero si allontana dalla dimora obblgata, viene obbligatoriamente arrestato e punito con la reclusione fino ad un anno, in deroga agli artt. 280 e 380 del c.p.p.; questa norma rende tangibile il fatto che l'immigrato è considerato una persone punibile con procedimenti straordinari che non sono previsti per i cittadini italiani (Capo III art.7 sexies);

            - rende difficili e lunghi i ricongiungimenti familiari, dal momento che prevede per essi la disponibiltà di un reddito netto notevole, pari a due volte l'importo dell'assegno sociale calcolato su base mensile (Capo IV art. 7 sexies);

            -  realizza un meccanismo di presunta sanatoria che per l'onerosità economica delle procedure finisce per scaricare sui lavoratori extracomunitari i comportamenti illeciti dei datori di lavoro italiani, come del resto le cronache di questi giorni ampiamente dimostrano.

 

            L'unica parte del decreto che ci sembra da salvare è quella inerente all'assistenza sanitaria, che è riconosciuta come diritto a tutti gli stranieri che soggiornano sul territorio dello stato, regolari e non (art.13)

           

            Riteniamo che la questione dell'immigrazione non possa essere considerata un problema di ordine pubblico, da risolvere con capillari norme di sicurezza e con provvedimenti di urgenza quali sono i decreti.

            Alla criminalizzazione degli immigrati, ed in particolare degli "irregolari", contrapponiamo l'idea e la pratica della convivenza interculturale e la condivisione dei diritti e dei doveri.

Proponiamo, in contrapposizione all'ondata xenofoba, percorsi di civiltà legislativa, quali:

            - inserimento nel Consiglio comunale del consigliere immigrato aggiunto, eletto dagli stessi immigrati e partecipante alle sedute comunali con potere consultivo;

            - trasferimento delle competenze in materia di immigrazione dalle questure agli enti locali;

            - smilitarizzazione delle coste italiane;

            - strutture di orientamento e accoglienza alle frontiere.

 

Non cancellate lo stato di diritto... Altrimenti anche noi siamo stranieri!

 

"CITTA' DEI POPOLI"

Coordinamento di Frosinone per una società interetnica

via Garibaldi 24, Frosinone - Tel. 0775-853516

ANOLF-CISL Frosinone, Ass. Erbavoglio, Ass. Ettuba, Ass. Oltre l'Occidente, Ass. Paolo Borsellino di Ferentino, Ass. Prometeo di Ferentino, Chiesa Evangelica Battista di S.Angelo in Villa e di Isola del Liri, Chiesa Valdese di Ferentino,CGIL Scuola, Coordinamento Provinciale e Cittadino dei Verdi, Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista, Gruppo per la Pace, Legambiente Frosinone, Progetto Continenti Frosinone, SLAI-COBAS Provinciale, WWF sez. "Valle del Sacco" Frosinone, Federazione provinciale del PDS


COMUNICATO STAMPA DI NOVEMBRE 1995

 

            Il decreto legge sull'immigrazione emesso dal governo Dini ha fatto discutere, al momento della sua entrata in vigore, soprattutto per le norme riguardanti l'espulsione, che violano numerosi principi costituzionali. Bisogna però dire che anche quella che sembrava la parte buona del decreto, la cosiddetta "sanatoria", sta creando non pochi problemi agli immigrati. Tale sanatoria (art.12) prevede il rilascio di permessi di soggiorno per motivi di lavoro per gli immigrati presenti sul territorio italiano che facciano richiesta di regolarizzazione entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (18 /11/'95).

            Fino al 10 gennaio 1996 presso la Questura di Frosinone erano pervenute 181 domande di regolarizzazione da parte di immigrati, ma alla stessa data nessun immigrato risultava aver ottenuto il permesso di soggiorno. Questa situazione si è verificata perché per i due mesi successivi all'entrata in vigore del decreto i quattro uffici coivolti nella procedura di regolarizzazione (Questura, INPS, Ispettorato Provinciale del Lavoro, Ufficio Provinciale del Lavoro) non si sono mai incontrati per concordare una procedura che facilitasse il già tortuoso cammino degli immigrati attraverso l'iter burocratico. Tale mancanza di coordinamento ha portato ad una interpretazione molto restrittiva dell'art.12 del decreto, che invece prevede due forme distinte di richiesta di permesso di soggiorno per motivi di lavoro:

            1. Richiesta di permesso di soggiorno da parte del lavoratore straniero su dichiarazione del datore di lavoro (Art. 12 c. 1)

            2. Richiesta di permesso di soggiorno da parte del lavoratore straniero, senza dichiarazione del datore di lavoro (Art. 12 c. 2).

            Si tratta chiaramente di due casi differenti, che la Questura di Frosinone per quasi due mesi ha affrontato con la stessa procedura, disponendo che per entrambi i tipi di richieste fossero fatti accertamenti da parte dell'Ispettorato del Lavoro, perché si veriificasse che i rapporti di lavoro dichiarati sussistessero davvero. In realtà le verifiche di cui parla l'Art.12 c. 4 sono necessarie solo nel caso che non sia stata prodotta dichiarazione da parte del datore di lavoro e che la domanda sia stata fatta solo dal lavoratore straniero. Tali verifiche possono invece essere considerate superflue nel caso in cui il datore di lavoro dichiari sotto propria responsabilità che esiste un rapporto di lavoro dipendente con l'immigrato e che paghi i contributi anticipati all'INPS. Per quasi due mesi, invece, da parte della Questura di Frosinone, anche a fronte di dichiarazione del datore di lavoro e di pagamento di contributi, non è stato rilasciato alcun permesso di soggiorno, perché si attendeva che l'Ispettorato del Lavoro facesse delle inutili verifiche.

            L'inevitabile situazione di stallo provocata da tale procedura è stata da subito denunciata dall'ANOLF-CISL, che già dal 28 novembre 1995 ha inviato numerose sollecitazioni alla Questura di Frosinone, perché convocasse una riunione di coordinamento con l'INPS, l'ispettorato del Lavoro, l'Ufficio Provinciale del Lavoro.                   Tali sollecitazioni non hanno avuto alcun esito. Per questo motivo all'inizio di gennaio è stata inviata al Prefetto di Frosinone una lettera di denuncia dalle Federazioni Provinciali dei Verdi, del PDS, del PSDI e di Rifondazione Comunista. Solo dopo quest'ultimo invito la Questura si è decisa a prendere provvedimenti e ha convocato per giovedì 10 gennaio alle ore 9.00 una riunione congiunta dei dirigenti dei quattro uffici interessati, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti dei  Verdi, del PDS, di Rifondazione Comunista e del Coordinamento Città dei Popoli.

            Con la riunione è stato stabilito finalmente un percorso procedurale chiaro,

che prevede l'attivazione di verifiche da parte dell'Ispettorato del Lavoro solo nel caso di dichiarazione di lavoro dipendente fatta dal solo lavoratore straniero. A fronte invece di dichiarazione del datore di lavoro e del pagamento di contributi sarà rilasciato senza alcun'altra verifica il permesso di soggiorno. Inoltre verrà diffusa dall'ufficio stranieri della Questura una guida, purtroppo solo in italiano (ma con la possibilità di usufruire, presso la Questura stessa, di un' interprete), in cui sono specificate tutte le fasi del'iter burocratico che i lavoratori stranieri devono affrontare. L'ufficio INPS si è impegnato a rendere più agevole per gli immigratii il pagamento dei contributi attraverso l'indicazione sui bollettini delle somme da pagare in relazione alle mansioni svolte dai lavoratori  e al loro settore d'impiego.

            I provvedimenti presi dalla Questura di Frosinone non devono però essere considerati straordinari: già da tempo numerose Questure di altre città italiane hanno deciso, in accordo con gli altri uffici, di evitare superflui passagi burocratici che rallentano inutilmente la procedura per il rilascio del permesso di soggiorno ai lavoratori stranieri. A Frosinone l'accordo è però arrivato troppo tardi: è assurdo che la Questura, nonostante le numerose sollecitazioni, si sia attivata a soli 8 giorni dalla scadenza del decreto legge. Anche se è probabile che tale decreto venga reiterato, sembra ormai piuttosto probabile che ad esso vengano aggiunti degli emendamenti. Si prospetta dunque il cambiamento degli adempimenti necessari ad ottenere il permesso di soggiorno e potrebbe risultare necessario un riadeguamento delle procedure finalmente stabilite anche a Frosinone.

            La speranza, dunque, è che nel caso si renda necessaria una revisione coordinata delle procedure, i lavoratori stranieri nelle condizioni di ottenere la regolarizzazione non debbano attendere, con qualche palpitazione, gli ultimi giorni di validità del decreto per capire come fare ad usufruire di questo diritto.

 

                                                                                   Città dei Popoli


Egr. Sig. Direttore L'Inchiesta Cassino

P.c. Redazione di Frosinone

 

            Egr. Sig. Direttore,

in riferimento all'articolo apparso sul Vs. settimanale il 15 marzo 1999 in cui una sedicente forza politica denominata ‘Forza Nuova’ prenderebbe le firme per un referendum razzista contro l'immigrazione, le associazioni firmatarie della presente sono rimaste alquanto sconcertate per come si è trattato un problema serio e drammatico qual è l'immigrazione come fosse propaganda di regimi di passata memoria, dando oltretutto credito ad una "forza politica" che, se non ne fosse a conoscenza, si rifà dichiaratamente all'ideologia nazista.

Ricordandole i fondamenti antifascisti su cui poggia la nostra Repubblica le facciamo presente che non perché «tutti i gusti esistono nella natura, tutte le opinioni sono permesse».

Ma noi, come Sartre ne ‘L'antisemitismo’, ci rifiutiamo «di chiamare opinione una dottrina che prende di mira espressamente persone determinate, che tende a sopprimere i loro diritti e a sterminarle»

In allegato Le inviamo un articolo sull'immigrazione che Le chiediamo di pubblicare con ampia risonanza, poiché se anche la S.v. non ne condividesse i principi in esso contenuti farebbe comunque un doveroso atto di informazione.

Se il Suo settimanale proseguirà con questa melmosa attività di disinformazione eviteremo di inviare notizie riguardanti le nostre iniziative in modo tale che non possano essere affiancate ad articoli di quel genere.

Distinti saluti

 

Coordinamento Città dei Popoli, via Garibaldi 24, 03100 Frosinone. Telefax 0775-853516

 

ANOLF-CISL, CHIESA CRISTIANA EVANGELICA BATTISTA DI S.ANGELO IN VILLA, COMITATO DI LOTTA PER IL LAVORO, ERBAVOGLIO, LEGAMBIENTE FROSINONE, OLTRE L’OCCIDENTE, FEDERAZIONE DEI VERDI, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINDACATO SIN COBAS, WWF FROSINONE, SINISTRA VERDE, GIOVANI VERDI