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Associazione politico culturale
Oltre l’Occidente
Per una alternativa allo sviluppo
P.zza A. Paleario 7
03100, Frosinone
ccp 10687036

IL MODELLO “CLINTON-GORE “ della “nuova sinistra”

e gli “innovatori” italiani

 

Dalla lettura di alcuni articoli tratti dalla rivista statunitense The Nation – una delle riviste più importanti della sinistra statunitense – proponiamo una piccola sintesi degli effetti più macroscopici delle politiche economiche e sociali delle uscenti amministrazioni Clinton. A proposito segnaliamo a tutti che il sito ufficiale della rivista è www.thenation.com. Sarebbe interessante cimentarsi con analoghe “misurazioni” delle politiche economiche italiane degli anni ’90, ma purtroppo la sinistra italiana ed i suoi organi di informazione di riferimento sono molto meno attenti di quel che sarebbe necessario alla natura reale dei governi sedicenti di “centro-sinistra”. Le valutazioni sono spesso ideologiche (rappresentazioni a-priori della realtà), da tifosi. La presentazione di Rutelli a Milano, anche per la simbologia adottata, ci pone di fronte in modo brutale un modello politico– mass mediatico in parte diverso da quello americano: in questo senso si tratta forse di un modello più “avanzato” di quello preso ad esempio, più esplicitamente totalitario, capace di utilizzare a piene mani anche i modelli propagandistici dell’unanimismo della peggior tradizione da cortina di ferro e quello della cultura da stadio.

 

·               Ad oggi negli USA sono 43 milioni i cittadini esclusi da ogni forma di copertura sanitaria

·               Ogni anno 1 milione di persone perde l’accesso alla copertura sanitaria

·               Ogni mese sono più di 100.000 i bambini (ed i loro genitori) che perdono la copertura sanitaria

·               Uno studio recente (Campagna per il Futuro dell’America) stima che in conseguenza delle ristrutturazioni aziendali e dei tagli nei trattamenti familiari, circa 12,5 milioni di americani perderanno la copertura assicurativa legata alla condizione di occupati entro il 2002

·               Secondo il Dipartimento dell’Istruzione (ministero) i distretti scolastici più ricchi spendono, per ogni studente, il 56% in più di quanto non facciano i distretti Più poveri

·               7 insegnanti su 10, nelle scuole a basso reddito, denunciano la mancanza di materiale didattico necessario nelle loro classi

·               Secondo uno studio dell’Istituto di Politica Economica di Washington, il divario tra ricchi e poveri si è ampliato negli ultimi decenni. Tra il 1979 e il 1998 il quinto più povero della popolazione ha visto il proprio reddito ridursi del 5%, mentre il quinto più ricco ha visto il proprio reddito crescere del 38%. Si noti che dal 1947 al 1979 il reddito del quinto più povero era aumentato del 120 % a fronte di un aumento del reddito del quinto più ricco del 94%

·               Gore propone un aumento del “salario minimo” di 1$ (per ora lavorata). Bush vincola ogni ipotesi di incremento alla abolizione di un tetto minimo per il “salario d’ingresso” per i nuovi accesi al mercato del lavoro.

·               Attualmente il “salario minimo” è di 5,15 dollari l’ora. Se non vi saranno aumenti, il valore del salario (calcolato in dollari del 1999) scenderà, per effetto delle proiezioni sull’inflazione, a 4,57 dollari (previsioni dell’Ufficio Bilancio del Congresso degli USA). Anche con un aumento di 1 dollaro l’ora, una lavoratore a tempo pieno (2080 ore lavorate all’anno) non riuscirebbe a superare la soglia di povertà (che il Congresso individua in 13.000 dollari annui) arrivando solo a 12.792 dollari.

·               Attualmente il Pentagono (la Difesa) riceve il 50% del Bilancio Discrezionale (corrente) e il 98% dell’intero Bilancio Internazionale. Dopo un calo dall’inizio alla metà degli anni ’90, ora la spesa militare è in crescita. Essa è oggi pari al 90% di quella che veniva sostenuta in epoca di guerra fredda, nonostante non esista più l’URSS e nonostante il fatto che la spesa militare sia oggi più del doppio dell’insieme di quella delle 10 nazioni considerate minaccia alla sicurezza nazionale

 

Dati da The nation