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composta da 6 pannelli 50x70
RESISTENZA OGGI: ALEX ZANOTELLIPer
me il sistema, questo apartheid del sistema economico è costituito
da 3 poli fondamentali: il polo economico (dire finanziario è meglio),
il polo militare, il polo dei mass-media. Ed io, se permettete, questi
fatti li osservo dalla prospettiva di Korogocho e non voglio essere neutrale.
Non si può essere neutrali nell'analizzare qualcosa. Lo stesso Vangelo:
se io lo leggo a Korogocho ha un senso, se lo leggo in un bel salotto
ne ha un altro. Io voglio essere di parte nel commentare questi fenomeni. Il polo economico - finanziario. Se
voi credete, andando a votare il 21 aprile [siamo nel 1996, l'anno dell'Ulivo
N.d.R.], di eleggere coloro che decideranno il vostro futuro siete
degli emeriti illusi. Non sono i politici a decidere il futuro di tutti,
ma l'economia. I
politici sono i burattini di turno che servono per farci digerire ora
la stangata, ora la stangatina dell'economia. Lo Stato non riesce a controllare
più questo mondo virtuale fatto di carta: i miliardi si spostano da una
parte all'altra e decidono tutto. Il polo militare. Se
voi pensate che le armi e l'esercito italiano servano per difendere il
territorio nazionale, siete degli emeriti illusi. Le armi servono solo
per mantenere sfruttamento e ricchezza, punto. L'economia è strettamente
legata al militare: oggi è difficile persino separarli. Pensate che il
50% di tutta la ricerca, anche nelle università, è la ricerca militare.
E da qui capite alcune cose. Il polo dei mass media. Il
sistema economico militare non si reggerebbe in piedi se non si desse
quella facciata bellissima che si dà con i mass media, che in Italia sono
tutti controllati da due grossi complessi economici. I mass media servono
principalmente a due scopi: 1.
Crearci l'ideologia che questo è l'unico sistema possibile. Tenete presente
che nessun impero sta in piedi senza un'ideologia. 2.
Renderci dei tubi digerenti: produciamo, dobbiamo consumare e ci fanno
consumare. Frosinone 17/03/96 Convegno di Oltre l'Occidente (Africa usa
e getta - Condizioni economico - sociali dell'Africa e consumismo occidentale) RESISTENZA OGGI: SAMIR AMINLespansione
capitalistica può essere definita attraverso tre sue caratteristiche fondamentali
permanenti, immanenti e non superate: 1. Prima di tutto la alienazione del mercato:
(
) il progredire della crescita economica è stato ottenuto attraverso
lampliamento della sfera degli scambi, della sfera del mercato (
)
a danno delle altre sfere della vita sociale 2. La seconda caratteristica, la polarizzazione (tra
centri e periferie), immanente alla espansione mondiale del capitalismo,
si è mantenuta, riprodotta e approfondita in questo periodo di espansione
del capitalismo mondiale 3. Infine, la terza caratteristica dellespansione
mondiale del capitalismo è la distruzione progressiva della base naturale
della riproduzione, che è ben lontana dallessere una scoperta
dei movimenti verdi, ecologisti, in effetti trattandosi di una riscoperta,
perché fin da Marx i movimenti operai ed il socialismo storico lavevano
molto ampiamente sottolineata. Ritengo
che questa tappa della mondializzazione prepari, per la sua stessa logica,
una nuova forma della polarizzazione che è accentuata, ma non più
fondata sul contrasto tra regioni e paesi industrializzati (centri) e
regioni e paesi non industrializzate (periferie), ma basata su quelli
che io chiamo i "cinque monopoli del centro storico": 1. Il monopolio delle scienza e della tecnologia (delle
tecnologie di punta, le più importanti, decisive per lo sviluppo delle
forze produttive dell'avvenire). 2. Il monopolio del controllo dei flussi finanziari
a livello mondiale. 3. Il monopolio dell'accesso (non della proprietà)
alle risorse naturali del pianeta 4. Il monopolio che si attua attraverso le comunicazioni,
dato limpatto che esse hanno nella vita politica e culturale dei
popoli. 5. Il monopolio degli armamenti di distruzione
di massa, nucleari e non. Attraverso
questi 5 monopoli le regioni di recente industrializzazione e quelle in
via di industrializzazione, in competizione, non sono chiamate a raggiungere
i "centri", ma a divenire le vere periferie di domani, funzionanti
nel quadro di una mondializzazione polarizzante aggravata invece che attenuata. La
sfida che abbiamo di fronte a noi, che si trovano a dover affrontare le
forze democratiche, progressiste e socialiste del mondo. La sfida consiste,
appunto, nel passare dai centri che costituiscono forme di resistenza
a questo progetto capitalistico utopistico alla controffensiva. Si tratta
della cristallizzazione di progetti alternativi (o parzialmente alternativi)
che siano capaci: 1.
di portare l'offensiva contro l'espansione della alienazione del mercato,
di ridurre le possibilità dell'alienazione del mercato; 2.
di ridurre le possibilità della polarizzazione, quindi di ridurre la
forza dei 5 monopoli di cui abbiamo parlato; 3.
di cercare di bloccare, e secondo gli esperti si tratta di un problema
ormai terribilmente urgente, la distruzione della base naturale della
riproduzione. Convegno di Oltre l'Occidente La deriva dell'Italia del sud
Veroli 4-5 ottobre 1997 RESISTENZA OGGI: SERGE LATOUCHECome
intellettuali abbiamo un ruolo importantissimo (in italiano, N.d.R.),
perché credo che siamo in una fase di "colonizzazione dellimmaginario".
Limmaginario occidentale è totalmente colonizzato dalleconomia
e dalla tecnologia, e ciò comprende i nostri dirigenti della sinistra
sia socialisti sia comunisti. Per cui lintellettuale che non vuole
vendersi al sistema, che non vuole fare il gioco della mondializzazione,
che non vuole partecipare a questo grande circo, ha il compito di essere
come una luce. Deve fare chiaro, chiarire, fare luce, spiegare e demistificare
leconomia. Demistificare la mondializzazione come pratica
realizzata e come sistema di pensiero. Si tratta di unopera di decolonizzazione
dellimmaginario, per questo è importante mostrare come gli esclusi
o gli emarginati dal sistema economico, non accettando di essere condannati
a morte, reagiscono reinventando unaltra società. Credo
che dal punto di vista economico non ci sia stato alcun cambiamento dopo
il "sessantotto". Si è realizzato tuttavia un cambiamento reale
ed importante: il crollo del modello keynesiano-fordista, un sistema
di regolazione nazionale, statale, che ha permesso nei 30 gloriosi
(gli anni dal 45 al 75, N.d.R.) il trionfo
dello "stato provvidenza". Certo
quel modello non è stato un trionfo definitivo, né mondiale. Ha avuto
due costi altissimi: 1.
In occidente
(
) questo modello ha funzionato, ma a caro prezzo. Esso era basato
sulla distruzione ed il saccheggio dellambiente 2.
Lesclusione
completa del Terzo Mondo. Infatti in questi trentanni lo scarto
tra il sud povero e il nord ricco è notevolmente aumentato. (
) La
nostra relativa prosperità è stata largamente fondata sullo sfruttamento
del sud e della natura. Questo
modello non è crollato. Ciò che è crollato sono le barriere che proteggevano
le classi popolari, che fondavano le basi della "società salariale".
Ma la logica fondamentale del sistema mondiale è identica. Oggi siamo
alla chiusura di quella breve parentesi di benessere sociale di cui la
mia generazione ha pienamente beneficiato in tutto il mondo. Ora siamo
solo rientrati nella norma. E la norma è dura, ma è questa. Intervista a cura di Oltre l'Occidente (Fiuggi 08/12/97) RESISTENZA OGGI: NAOM CHOMSKYLA
BATTAGLIA DI SEATTLE Una
delle lezioni di Seattle è che un attento e prolungato lavoro di educazione
e preparazione può dare i suoi risultati. Un altro aspetto è che una parte
consistente della popolazione USA e mondiale - probabilmente la maggioranza
di chi riflette sull'attuaslità - è come minimo infastidita dagli sviluppi
in corso o, nei casi estremi, decisamente contraria. Questi sentimenti
sono causati soprattutto dal duro attacco ai diritti democratici e alla
libertà di compiere le proprie scelte. Ma anche dalla subordinazione dei
problemi generali a interessi particolari; dal primato del profitto e
dalla dominazione che esercita un settore ristrettissimo della popolazione
mondiale. Una
democrazia che funzioni non dovrebbe manifestarsi nelle strade, ma nelle
aule in cui si prendono le decisioni politiche. Questa riflessione sull'erosione
della democrazia e sulle reazioni popolari che essa scatena non sono una
novità. Nel corso dei secoli c'è stata una lunga battaglia per estendere
la portata delle libertà democratiche, e ha ottenuto tantissime vittorie
proprio in questo modo: non grazie a concessioni, ma attraverso scontri
e lotte. (
) O c'è il movimento o ci si accontenta di partecipare
a seminari accademici discutendo di quanto sia spaventoso il sistema. RESISTENZA OGGI: SUBCOMANDANTE MARCOSIl
rompicapo mondiale Il neoliberismo come rompicapo: linutile unità mondiale
che frammenta e distrugge nazioni Tessera
n.1 La
concentrazione della ricchezza e la distribuzione della povertà
La
figura 1 si costruisce disegnando il simbolo del dollaro. Rappresenta
il potere economico. Va colorato di verde dollaro. Dellodore nauseabondo
non ci si deve preoccupare, laroma di sterco, fango e sangue ce
lha dalla nascita. Tessera
n.2 La
globalizzazione dello sfruttamento
La figura 2 si
costruisce disegnando un triangolo. E la rappresentazione della
piramide dello sfruttamento mondiale. Tessera
n.3 Migrazioni,
lincubo errante
La
figura 3 si costruisce disegnando un cerchio. E il simbolo dellincubo
errante della migrazione mondiale, è una giostra del terrore che gira
per tutto il mondo. Tessera
n.4 Mondializzazione
finanziaria e globalizzazione della corruzione e del crimine
La
figura quattro si costruisce disegnando un rettangolo: è lo specchio in
cui legalità e illegalità si riflettono e si scambiano. Da quale lato
è il criminale, e da quale chi lo persegue? Tessera
n.5 La
legittima violenza di un potere illegittimo
La
figura 5 si costruisce disegnando un pentagono. E il simbolo del
Potere militare nordamericano. La nuova Polizia mondiale pretende
che gli eserciti e le polizie nazionali siano solo corpi
di sicurezza che garantiscono ordine e progresso nelle
megalopoli neoliberiste. Tessera
n.6 La
Megapolitica e i nani
La
figura 6 si costruisce disegnando uno scarabocchio. Questa figura rappresenta
la megapolitica. Si comprende bene che è inutile cercare di
trovarvi una razionalità e che, sbrogliando la matassa, nulla sarà chiaro. Tessera
n.7 Le
sacche di resistenza
La figura 7 si costruisce disegnando una borsa. Però non bisogna farci molto caso. Ci sono tanti modelli di resistenza quanti sono i mondi del mondo. Così si può disegnare la borsa come ci piace di più. E nel disegnare borse, come nella resistenza, la diversità è ricchezza. Ci
sono, senza dubbi, molte più tessere del rompicapo neoliberista. Per esempio
i mezzi di comunicazione, la cultura, linquinamento, le epidemie.
Qui abbiamo voluto presentarvene sette. Queste sette perché voi, dopo
averle disegnate, ritagliate e colorate, vi rendiate conto di quanto è
impossibile metterle insieme. E
questo è il problema che la globalizzazione ha preteso di risolvere: le
tessere non si incastrano. Per questo, e per altre ragioni che oltrepassano
lo spazio di questo testo, è necessario fare un mondo nuovo. Un mondo
che contenga molti mondi, che contenga tutti i mondi... Dalle montagne del sudest messicano Sub-comandante
Marcos Esercito zapatista di liberazione nazionale Messico, giugno
1997La quarta guerra mondiale
è cominciata, ed. il
manifesto |
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