Per un'alternativa allo sviluppo
Mappa del sito | Partecipa al forum | Scrivici
Appunti
- Documenti
- Altre iniziative
- Comunicati stampa
- Link
Migrazioni
- Guida on line
- Consultorio multietnico
- Scuola per stranieri
- Link
Attività per la salute mentale
- Cineforum
- Attività con le scuole
- Comunicati stampa
Commercio equo e solidale
- Diventare soci
- Iniziative
- Link
Convegni
- Cronologia
- Comunicati stampa
Documentazione
- Riviste e dossier
- Articoli
- Libri
- Dossier
- Mostre
- Audiocassette
- Videocassette
Scuole
- Progetti proposti
- Materiale didattico
- Mostre
- Cronologia dei progetti
- Indirizzi scuole
Attività culturali
- Programma
- Cronologia film
- Mostre
- Schede dei film
- Comunicati stampa
- Musica
- Teatro
Artisti ospitati

Associazione politico culturale
Oltre l’Occidente
Per una alternativa allo sviluppo
P.zza A. Paleario 7
03100, Frosinone
ccp 10687036

MOSTRA RESISTENZA OGGI

Mostra composta da 6 pannelli 50x70

 

ALEX ZANOTELLI SAMIR AMIN SERGE LATOUCHE NOAM CHOMSKY SUBCOMANDANTE MARCOS

 

RESISTENZA OGGI: ALEX ZANOTELLI

Per me il sistema, questo apartheid del sistema economico è costituito da 3 poli fondamentali: il polo economico (dire finanziario è meglio), il polo militare, il polo dei mass-media. Ed io, se permettete, questi fatti li osservo dalla prospettiva di Korogocho e non voglio essere neutrale. Non si può essere neutrali nell'analizzare qualcosa. Lo stesso Vangelo: se io lo leggo a Korogocho ha un senso, se lo leggo in un bel salotto ne ha un altro. Io voglio essere di parte nel commentare questi fenomeni.

Il polo economico - finanziario.

Se voi credete, andando a votare il 21 aprile [siamo nel 1996, l'anno dell'Ulivo N.d.R.], di eleggere coloro che decideranno il vostro futuro siete degli emeriti illusi. Non sono i politici a decidere il futuro di tutti, ma l'economia.

I politici sono i burattini di turno che servono per farci digerire ora la stangata, ora la stangatina dell'economia. Lo Stato non riesce a controllare più questo mondo virtuale fatto di carta: i miliardi si spostano da una parte all'altra e decidono tutto.

Il polo militare.

Se voi pensate che le armi e l'esercito italiano servano per difendere il territorio nazionale, siete degli emeriti illusi. Le armi servono solo per mantenere sfruttamento e ricchezza, punto. L'economia è strettamente legata al militare: oggi è difficile persino separarli. Pensate che il 50% di tutta la ricerca, anche nelle università, è la ricerca militare. E da qui capite alcune cose.

Il polo dei mass media.

Il sistema economico militare non si reggerebbe in piedi se non si desse quella facciata bellissima che si dà con i mass media, che in Italia sono tutti controllati da due grossi complessi economici. I mass media servono principalmente a due scopi:

1. Crearci l'ideologia che questo è l'unico sistema possibile. Tenete presente che nessun impero sta in piedi senza un'ideologia.

2. Renderci dei tubi digerenti: produciamo, dobbiamo consumare e ci fanno consumare.

Frosinone 17/03/96 Convegno di Oltre l'Occidente (Africa usa e getta - Condizioni economico - sociali dell'Africa e consumismo occidentale)

 

Ý

 

RESISTENZA OGGI: SAMIR AMIN

L’espansione capitalistica può essere definita attraverso tre sue caratteristiche fondamentali permanenti, immanenti e non superate:

1. Prima di tutto la alienazione del mercato: (…) il progredire della crescita economica è stato ottenuto attraverso l’ampliamento della sfera degli scambi, della sfera del mercato (…) a danno delle altre sfere della vita sociale

2. La seconda caratteristica, la polarizzazione (tra centri e periferie), immanente alla espansione mondiale del capitalismo, si è mantenuta, riprodotta e approfondita in questo periodo di espansione del capitalismo mondiale

3. Infine, la terza caratteristica dell’espansione mondiale del capitalismo è la distruzione progressiva della base naturale della riproduzione, che è ben lontana dall’essere una scoperta dei movimenti verdi, ecologisti, in effetti trattandosi di una riscoperta, perché fin da Marx i movimenti operai ed il socialismo storico l’avevano molto ampiamente sottolineata.

Ritengo che questa tappa della mondializzazione prepari, per la sua stessa logica, una nuova forma della polarizzazione che è accentuata, ma non più fondata sul contrasto tra regioni e paesi industrializzati (centri) e regioni e paesi non industrializzate (periferie), ma basata su quelli che io chiamo i "cinque monopoli del centro storico":

1. Il monopolio delle scienza e della tecnologia (delle tecnologie di punta, le più importanti, decisive per lo sviluppo delle forze produttive dell'avvenire).

2. Il monopolio del controllo dei flussi finanziari a livello mondiale.

3. Il monopolio dell'accesso (non della proprietà) alle risorse naturali del pianeta

4. Il monopolio che si attua attraverso le comunicazioni, dato l’impatto che esse hanno nella vita politica e culturale dei popoli.

5. Il monopolio degli armamenti di distruzione di massa, nucleari e non.

Attraverso questi 5 monopoli le regioni di recente industrializzazione e quelle in via di industrializzazione, in competizione, non sono chiamate a raggiungere i "centri", ma a divenire le vere periferie di domani, funzionanti nel quadro di una mondializzazione polarizzante aggravata invece che attenuata.

La sfida che abbiamo di fronte a noi, che si trovano a dover affrontare le forze democratiche, progressiste e socialiste del mondo. La sfida consiste, appunto, nel passare dai centri che costituiscono forme di resistenza a questo progetto capitalistico utopistico alla controffensiva. Si tratta della cristallizzazione di progetti alternativi (o parzialmente alternativi) che siano capaci:

1. di portare l'offensiva contro l'espansione della alienazione del mercato, di ridurre le possibilità dell'alienazione del mercato;

2. di ridurre le possibilità della polarizzazione, quindi di ridurre la forza dei 5 monopoli di cui abbiamo parlato;

3. di cercare di bloccare, e secondo gli esperti si tratta di un problema ormai terribilmente urgente, la distruzione della base naturale della riproduzione.

Convegno di Oltre l'Occidente La deriva dell'Italia del sud Veroli 4-5 ottobre 1997

 

Ý

 

 

RESISTENZA OGGI: SERGE LATOUCHE

Come intellettuali abbiamo un ruolo importantissimo (in italiano, N.d.R.), perché credo che siamo in una fase di "colonizzazione dell’immaginario". L’immaginario occidentale è totalmente colonizzato dall’economia e dalla tecnologia, e ciò comprende i nostri dirigenti della sinistra sia socialisti sia comunisti. Per cui l’intellettuale che non vuole vendersi al sistema, che non vuole fare il gioco della mondializzazione, che non vuole partecipare a questo grande circo, ha il compito di essere come una luce. Deve fare chiaro, chiarire, fare luce, spiegare e demistificare l’economia. Demistificare la mondializzazione come pratica realizzata e come sistema di pensiero. Si tratta di un’opera di decolonizzazione dell’immaginario, per questo è importante mostrare come gli esclusi o gli emarginati dal sistema economico, non accettando di essere condannati a morte, reagiscono reinventando un’altra società.

Credo che dal punto di vista economico non ci sia stato alcun cambiamento dopo il "sessantotto". Si è realizzato tuttavia un cambiamento reale ed importante: il crollo del modello keynesiano-fordista, un sistema di regolazione nazionale, statale, che ha permesso nei 30 gloriosi (gli anni dal ‘45 al ‘75, N.d.R.) il trionfo dello "stato – provvidenza".

Certo quel modello non è stato un trionfo definitivo, né mondiale. Ha avuto due costi altissimi:

1. In occidente (…) questo modello ha funzionato, ma a caro prezzo. Esso era basato sulla distruzione ed il saccheggio dell’ambiente

2. L’esclusione completa del Terzo Mondo. Infatti in questi trent’anni lo scarto tra il sud povero e il nord ricco è notevolmente aumentato. (…)

La nostra relativa prosperità è stata largamente fondata sullo sfruttamento del sud e della natura.

Questo modello non è crollato. Ciò che è crollato sono le barriere che proteggevano le classi popolari, che fondavano le basi della "società salariale". Ma la logica fondamentale del sistema mondiale è identica. Oggi siamo alla chiusura di quella breve parentesi di benessere sociale di cui la mia generazione ha pienamente beneficiato in tutto il mondo. Ora siamo solo rientrati nella norma. E la norma è dura, ma è questa.

Intervista a cura di Oltre l'Occidente (Fiuggi 08/12/97)

 

Ý

 

 

RESISTENZA OGGI: NAOM CHOMSKY

LA BATTAGLIA DI SEATTLE

Una delle lezioni di Seattle è che un attento e prolungato lavoro di educazione e preparazione può dare i suoi risultati. Un altro aspetto è che una parte consistente della popolazione USA e mondiale - probabilmente la maggioranza di chi riflette sull'attuaslità - è come minimo infastidita dagli sviluppi in corso o, nei casi estremi, decisamente contraria. Questi sentimenti sono causati soprattutto dal duro attacco ai diritti democratici e alla libertà di compiere le proprie scelte. Ma anche dalla subordinazione dei problemi generali a interessi particolari; dal primato del profitto e dalla dominazione che esercita un settore ristrettissimo della popolazione mondiale.

Una democrazia che funzioni non dovrebbe manifestarsi nelle strade, ma nelle aule in cui si prendono le decisioni politiche. Questa riflessione sull'erosione della democrazia e sulle reazioni popolari che essa scatena non sono una novità. Nel corso dei secoli c'è stata una lunga battaglia per estendere la portata delle libertà democratiche, e ha ottenuto tantissime vittorie proprio in questo modo: non grazie a concessioni, ma attraverso scontri e lotte. (…) O c'è il movimento o ci si accontenta di partecipare a seminari accademici discutendo di quanto sia spaventoso il sistema.

 

Ý

 

RESISTENZA OGGI: SUBCOMANDANTE MARCOS

Il rompicapo mondiale

 Il neoliberismo come rompicapo: l’inutile unità mondiale che frammenta e distrugge nazioni

 

Tessera n.1

La concentrazione della ricchezza e la distribuzione della povertà

La figura 1 si costruisce disegnando il simbolo del dollaro. Rappresenta il potere economico. Va colorato di verde dollaro. Dell’odore nauseabondo non ci si deve preoccupare, l’aroma di sterco, fango e sangue ce l’ha dalla nascita.

 

Tessera n.2

La globalizzazione dello sfruttamento

La figura  2 si costruisce disegnando un triangolo. E’ la rappresentazione della piramide dello sfruttamento mondiale.

 

Tessera n.3

Migrazioni, l’incubo errante

La figura 3 si costruisce disegnando un cerchio. E’ il simbolo dell’incubo errante della migrazione mondiale, è una giostra del terrore che gira per tutto il mondo.

Tessera n.4

Mondializzazione finanziaria e globalizzazione della corruzione e del crimine

La figura quattro si costruisce disegnando un rettangolo: è lo specchio in cui legalità e illegalità si riflettono e si scambiano. Da quale lato è il criminale, e da quale chi lo persegue?

Tessera n.5

La legittima violenza di un potere illegittimo

La figura 5 si costruisce disegnando un pentagono. E’ il simbolo del Potere militare nordamericano. La nuova “Polizia mondiale” pretende che gli eserciti e le polizie “nazionali” siano solo “corpi di sicurezza” che garantiscono “ordine e progresso” nelle megalopoli neoliberiste.

Tessera n.6

La Megapolitica e i nani

La figura 6 si costruisce disegnando uno scarabocchio. Questa figura rappresenta la “megapolitica”. Si comprende bene che è inutile cercare di trovarvi una razionalità e che, sbrogliando la matassa, nulla sarà chiaro.

Tessera n.7

Le sacche di resistenza     

La figura 7 si costruisce disegnando una borsa. Però non bisogna farci molto caso. Ci sono tanti modelli di resistenza quanti sono i mondi del mondo. Così si può disegnare la borsa come ci piace di più. E nel disegnare borse, come nella resistenza, la diversità è ricchezza.

 

Ci sono, senza dubbi, molte più tessere del rompicapo neoliberista. Per esempio i mezzi di comunicazione, la cultura, l’inquinamento, le epidemie. Qui abbiamo voluto presentarvene sette. Queste sette perché voi, dopo averle disegnate, ritagliate e colorate, vi rendiate conto di quanto è impossibile metterle insieme.  E questo è il problema che la globalizzazione ha preteso di risolvere: le tessere non si incastrano. Per questo, e per altre ragioni che oltrepassano lo spazio di questo testo, è necessario fare un mondo nuovo. Un mondo che contenga molti mondi, che contenga tutti i mondi...

 

Dalle montagne del sudest messicano Sub-comandante Marcos Esercito zapatista di liberazione nazionale Messico, giugno 1997“La quarta guerra  mondiale è cominciata”,  ed. il manifesto

 

Ý